Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione di Spyridoula Presveias, dirigente del corpo di ispezione e controllo delle strutture di detenzione e sostituto procuratore d’appello, da parte dei Nuclei di Azione Diretta (Atene, Grecia, 1° aprile 2023)

Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione di Spyridoula Presveias, dirigente del corpo di ispezione e controllo delle strutture di detenzione e sostituto procuratore d’appello, da parte dei Nuclei di Azione Diretta (Atene, Grecia, 1° aprile 2023)

Nuclei di Azione Diretta: rivendichiamo lattacco allabitazione del dirigente del corpo di ispezione e controllo delle strutture di detenzione

I Nuclei di Azione Diretta assumono la responsabilità dell’attacco con un ordigno incendiario-esplodente contro l’abitazione di Spyridoula Presveias, dirigente del Corpo di ispezione e controllo delle strutture di detenzione e sostituto procuratore d’appello, al 13 di via Solomou nell’area di Glyfada, alle prime ore del 1° aprile.

Stiamo inviando un chiaro messaggio ai pubblici ministeri, ai direttori delle carceri, agli agenti penitenziari, ai dirigenti, agli assistenti sociali che scelgono di trattare i detenuti e le detenute come persone di seconda classe. Che scelgono di fare sporchi giochi politici sulle loro spalle. Che diventano agenti del Ministero per la protezione dei cittadini [il ministero per l’ordine pubblico, ndt] per far avanzare se stessi e la propria carriera. Fate quadrato perché ci troverete di fronte a voi. Il procuratore che abbiamo preso di mira è il vertice dell’istituzione responsabile del controllo interno delle carceri ed è direttamente responsabile di tutte le ingiustizie subite dai detenuti, soprattutto dopo l’adozione del nuovo codice penale e del nuovo codice penitenziario.

Spyridoula Presveias, in quanto capo del Corpo di ispezione e controllo delle carceri (ΣΕEΚΚ), è la persona le cui responsabilità riguardano i settori più autoritari della politica anticrimine. Ha ricevuto la nomina dall’(ex) segretario generale della politica anticrimine Sophia Nikolaou, una politica fallita di Néa Dimokratía e nemica dichiarata dei prigionieri, che qualche anno fa ha fatto di tutto per cercare di assassinare il rivoluzionario comunista Dimitris Koufontinas. Negli ultimi anni, e dopo la sua nomina a capo, la ΣΕEKΚ, oltre a condurre indagini e dossier all’interno delle carceri, è stata trasformata in un organo che sarà in grado di assumere iniziative legislative e amministrative per l’ulteriore repressione dei detenuti all’interno delle carceri. Questa agenzia e il potenziamento dei suoi strumenti repressivi fanno parte della pianificazione più ampia da parte del governo di Néa Dimokratía in materia di carceri, come riflesso del nuovo codice penale e del nuovo codice penitenziario, oltre che da una serie di altre mosse repressive definite di politica anticrimine. Lo Stato può parlare di “guerra al crimine”, ma in realtà le politiche che seguono queste dichiarazioni non riducono la criminalità, né lavorano per promuovere la coesione della società. Al contrario, queste politiche costituiscono l’intensificazione della guerra attraverso la sistematica esclusione di classe, sociale e politica dichiarata dalle classi dominanti contro la base sociale. E le carceri costituiscono il punto finale, la prevalenza assoluta di questa esclusione, sui corpi di coloro che finiscono nelle tombe di cemento della democrazia borghese.

Un ruolo di primo piano in questa guerra è svolto dalla gerarchia giudiziaria, composta da bastardi come Spyridoula Presveias. I giudici e i pubblici ministeri pretendono di servire una sorta di scienza oggettiva, che in realtà non è altro che un insieme di regole, create attraverso l’intreccio tra l’ordine borghese, politico e giudiziario, che sancisce e riflette la violenza di classe che — anche nella forma odiosa della violenza intra-classe — ha le proprie radici nei centri di potere della vera criminalità organizzata. La polizia, i grandi avvocati, i giudici di alto rango, gli armatori. Pubblici ministeri e giudici, in qualità di moderni inquisitori, hanno il ruolo di interpretare le leggi (già distinte a seconda della classe) in modo da santificare e lavare la faccia alla casta dei padroni economici e politici, dei loro propagandisti stipendiati (i giornalisti) e dei loro servi (gli sbirri), mentre condannano le classi escluse a un ulteriore impoverimento attraverso sentenze di annientamento, torture, sanzioni disciplinari, trasferimenti vendicativi, privazioni dei permessi e degli sconti di pena. Voltano le spalle a chi denuncia il proprio stupratore e magnaccia, alle famiglie che piangono i figli e le figlie che si sono trovati per caso sulla strada della merda in uniforme o sui sedili dei treni notturni a basso costo, condannano chi offre assistenza medica ai non assicurati, e allo stesso tempo voltano le spalle alle accuse ad imprenditori, politici, stupratori e sbirri. Perché, come dice giustamente un noto slogan: la giustizia è come i serpenti, morde solo chi è scalzo.

In un momento in cui la resistenza sociale sembra smorzarsi e il più ampio movimento antagonista aspetta il morto per scendere in strada, il governo di Néa Dimokratía sta cogliendo l’occasione per far passare attraverso la ghigliottina le conquiste e i diritti dei detenuti nelle carceri, cercando di mettere una pietra tombale su decenni di conquiste. Contro questo scenario, i prigionieri delle carceri di tutto il paese sono in mobilitazione dal 28 ottobre, con una serie di richieste globali contro il nuovo codice penitenziario, lottando per i loro diritti inalienabili che vengono violati dall’insensibilità degli aristocratici che sognano che i prigionieri si sciolgano come morti viventi, lentamente e dolorosamente, nelle carceri senza diritti e senza una ragione per esistere.

Le richieste dei prigionieri sono:

— ritorno delle strutture detentive nel loro complesso alla giurisdizione del Ministero della Giustizia;
— abolizione delle carceri di massima sicurezza (ex carceri di tipo C);
— concessione di permessi regolari a 1/5 della pena per tutti i detenuti e per gli ergastolani a 8 anni;
— nessuna eccezione in base al reato al diritto di trasferimento negli stabilimenti rurali;
— nessuna eccezione in caso al reato per la concessione del rilascio anticipato;
— nessun inasprimento delle condizioni per la concessione dei permessi per l’educazione;
— separazione delle sanzioni disciplinari dalla concessione della liberazione condizionale dei detenuti;
— concessione della scarcerazione condizionata immediata e prioritaria ai detenuti con disabilità superiore al 67%.

«Non ci facciamo illusioni. Va da sé che in quest’epoca di marciume politico e di disinformazione sistematica, la voce delle persone nell’inferno delle prigioni greche sarà sentita come un sussurro. Che stia al nostro fianco ogni persona che ancora resiste, che ancora va contro la corrente della privatizzazione e dell’individualizzazione che tende a diventare un fiume» (Detenuti del carcere di Korydallos il 31 ottobre 2022).

È quindi nostro dovere diventare un argine al torrente della privatizzazione e della rassegnazione, mettere in pratica le nostre parole e, attraverso una solidarietà concreta e militante, rompere l’omertà che il mondo politico e mediatico ha imposto sulle lotte dei prigionieri. Collegare come un tutt’uno le lotte di coloro che si trovano dalla stessa parte della barricata, colpendo i responsabili e restituendo loro una piccola parte del terrore che seminano. Trasformare i sussurri dei prigionieri in grida di contrattacco contro il mondo marcio delle carceri e la loro infinita solitudine.

Con quest’azione abbiamo scelto di colpire il procuratore che è direttamente responsabile di tutte le ingiustizie subite dai detenuti, soprattutto dopo l’approvazione del nuovo codice penale e del nuovo codice penitenziario. Avevamo già dichiarato, dopo l’attacco all’ex presidente del Comitato legislativo permanente, Lambros Margaritis, che era essenzialmente il responsabile del nuovo codice penale, che per noi attaccare chi mette in discussione le conquiste delle lotte all’interno delle carceri è una priorità assoluta. Con quest’attacco assumiamo una posizione di combattimento al fianco dei detenuti che hanno lottato per tutto questo tempo.

CHE LA PAURA CAMBI DI CAMPO

Solidarietà con il membro dell’Organizzazione Azione Anarchica Thanos Chatziangelou e con l’anarchica Georgia Voulgari. Immediato rilascio di Panos Kalaitzis, in carcere per le sue relazioni sociali.

Mandiamo la nostra più piena solidarietà ai quattro compagni imprigionati per l’indagine sull’attacco incendiario alla Polizia Stradale del Pireo del 14 novembre 2021.

Solidarietà e complicità con i prigionieri di guerra Mónica Caballero e Francisco Solar in Cile. Prigionieri anarchici e sovversivi liberi nelle strade!

Solidarietà pratica internazionalista e complicità con tutti i prigionieri politici rivoluzionari e con i prigionieri in ogni angolo del mondo.

Nuclei di Azione Diretta [Πυρήνες Άμεσης Δράσης]
Nucleo Katerina Goulioni [Πυρήνας Κατερίνα Γκουλιώνη]

[La traduzione in italiano del testo — pubblicata in “Bezmotivny”, quindicinale anarchico internazionalista, anno III, numero 9, 15 maggio 2023, pagina 5, con il titolo “Nuclei di Azione Diretta. Nucleo Katerina Goulioni” — viene riportata in “La Nemesi” riveduta in alcuni passaggi: https://lanemesi.noblogs.org/post/2023/05/19/rivendicazione-dellattacco-incendiario-contro-labitazione-di-spyridoula-presveias-dirigente-del-corpo-di-ispezione-e-controllo-delle-strutture-di-detenzione-e-sostituto-procuratore/ | Il testo in greco è stato pubblicato il 25 aprile in https://athens.indymedia.org/post/1624893/ | Una traduzione in inglese è leggibile in https://actforfree.noblogs.org/post/2023/04/28/responsibility-claim-for-the-attack-on-the-head-of-the-prison-control-inspectorate-by-direct-action-cells-cell-katerina-goulioni/].