Scintille di pensiero, echi di solidarietà. Messaggi e tracce di memoria per Sara e Sandro, caduti per la libertà [in aggiornamento]

Scintille di pensiero, echi di solidarietà. Messaggi e tracce di memoria per Sara e Sandro, caduti per la libertà [in aggiornamento]

Riportiamo qui i testi, le poesie, i manifesti, le scritte, i messaggi di solidarietà per Sara e Sandro che hanno circolato, che stanno circolando e che continueranno a circolare, per lasciare che la memoria rivoluzionaria dei nostri compagni caduti in azione rimbombi incessantemente. Alcuni di questi scritti, in particolare quelli che ci sono pervenuti via e-mail e quelli più estesi, verranno pubblicati anche in articoli a sé stanti. Questa pagina sarà costantemente aggiornata. I contributi più recenti saranno sempre visualizzati in cima.


Όσοι, όσα και όσες πέφτουν στην φωτιά του αγώνα δεν πεθαίνουν ποτέ. Sara και Sandro πάντα παρών (Αναρχική συλλογικότητα Acte, Ελλάδα, Απρίλιος 2026)

Στις 19 Μαρτίου, στα περίχωρα της Ρώμης, ύστερα από έκρηξη που οδήγησε στην κατάρρευση της οροφής ενός εγκαταλελειμμένου κτιρίου, ο αναρχικός σύντροφος Alessandro Mercogliano και η αναρχική συντρόφισσα Sara Ardizzone έπεσαν στον αγώνα για την καταστροφή του κόσμου της εξουσίας, της καταπίεσης και της εκμετάλλευσης.

Από την πρώτη στιγμή της ανακοίνωσης του θανάτου τους, το ιταλικό κράτος επιστρατεύοντας τους ρουφιάνους των ΜΜΕ επιχειρεί να συκοφαντήσει και σπιλώσει την μνήμη των συντρόφων, χτίζοντας ένα προφίλ για αυτούς, χαρακτηρίζοντας τους ως “αιμοσταγείς τρομοκράτες”. Ακόμη, απαγορεύει και καταστέλλει συγκεντρώσεις και εκδηλώσεις μνήμης, με χαρακτηριστικό παράδειγμα τις προληπτικές προσαγωγές πάνω από 90 αναρχικών σε συγκέντρωση στο σημείο όπου πραγματοποιήθηκε η έκρηξη. Παρόλα αυτά, οι σύντροφοι και οι συντρόφισσες του ιταλικού αναρχικού κινήματος συνεχίζουν με αποφασιστικότητα και επιμονή την υπεράσπιση της μνήμης των συντρόφων, με πλήθος κειμένων και δράσεων αλληλεγγύης. Η συντρόφισσα Sara και ο σύντροφος Sandro είχαν ενεργή συμμετοχή στο ιταλικό αναρχικό κίνημα, έχοντας πολύχρονη και πολύμορφη δράση, συμμετέχοντας σε καταλήψεις και άλλα αυτοοργανωμένα εγχειρήματα, εκδηλώσεις και διαδηλώσεις. Μέσα από τον λόγο και τις δράσεις υπεράσπισης της μνήμης τους και των επιλογών τους, αποτυπώνονται οι συντροφικές σχέσεις που είχαν οικοδομήσει και οι στιγμές αγώνα πλάι- πλάι με συντρόφους & συντρόφισσες κατά τη διάρκεια όλων αυτών των χρόνων, στους αγώνες για την ολική απελευθέρωση.

Οι ομοιότητες και συνεπώς η σύνδεση που προκύπτει με τα γεγονότα της 31ης Οκτώβρη του 2024, όπου ο αναρχικός σύντροφος Κυριάκος Ξυμητήρης έπεσε στη μάχη για την κοινωνική και ταξική απελευθέρωση είναι αναπόφευκτη. Η είδηση του θανάτου των συντροφιών στην Ιταλία έφερε ένα πάγωμα, το ίδιο συναίσθημα της απώλειας που είχε φέρει και η 31η Οκτώβρη. Έφερε όμως και αποφασιστικότητα, οργή και θέληση για αγώνα, τα οποία θέλουμε να μεταφέρουμε μαζί με τις συντροφικές μας σκέψεις και την αλληλεγγύη μας στα συντρόφια μας στην Ιταλία.

Απέναντι σε έναν κόσμο πολέμων, γεννοκτονιών, καταπίεσης, εκμετάλλευσης, απέναντι σε έναν κόσμο που πετάει στο περιθώριο οποιοδήποτε άτομο δεν χωράει στην κανονικότητα του, οι επιλογές επαναστατικής αντιβίας και ένοπλης πάλης, ως αναπόσπαστο κομμάτι του πολύμορφου αγώνα, ξεπερνούν τα όρια της αστικής νομιμότητας, και αμφισβητούν το κρατικό μονοπώλιο στη βία. Τέτοιες επιλογές αγώνα είναι που κρατάνε ζωντανό το νήμα της εξέγερσης. Τέτοιες επιλογές αποτελούν αναπόσπαστο κομμάτι μίας ιστορικής εξεγερσιακής συνέχειας, που διατηρεί ζωντανό μέσα στις καρδιές και τα μυαλά μας το όραμα για την κοινωνική επανάσταση.

Έτσι, σε μία κίνηση αλληλεγγύης, για την υπεράσπιση της μνήμης των Sandro και Sara, την επαναστατική Υπόθεση και την σύνδεση με την επαναστατική μνήμη του αναρχικού ένοπλου αγωνιστή Κυριάκου Ξυμητήρη αναρτήσαμε πανό στο πάρκινγκ της Μεσολογγίου, στο σημείο της τοιχογραφίας του συντρόφου.

ΟΣΟΙ ΚΑΙ ΟΣΕΣ ΠΕΦΤΟΥΝ ΣΤΗΝ ΦΩΤΙΑ ΤΟΥ ΑΓΩΝΑ, ΔΕΝ ΠΕΘΑΙΝΟΥΝ ΠΟΤΕ SARA ARDIZZONE, SANDRO MERCOGLIANO, ΚΥΡΙΑΚΟΣ ΞΥΜΗΤΗΡΗΣ ΠΑΡΩΝ

THOSE WHO FALL IN THE FIRE OF STRUGGLE NEVER DIE SARA ARDIZZONE, SANDRO MERCOGLIANO, KYRIAKOS XYMITIRIS PRESENT

SARA ARDIZZONE, SANDRO MERCOGLIANO, KYRIAKOS XYMITIRIS ΠΑΝΤΑ ΠΑΡΩΝ ΣΤΟΥΣ ΑΓΩΝΕΣ ΜΑΣ ΓΙΑ ΤΗΝ ΑΝΑΡΧΙΑ

Αναρχική συλλογικότητα Αcte
acte@riseup.net /Acte.espivblogs.net

* * *

Coloro che cadono nel fuoco della lotta non muoiono mai. Sara e Sandro, sempre presenti (Collettivo anarchico Acte, Grecia, aprile 2026)

Il 19 marzo, nella periferia di Roma, a seguito di un’esplosione che ha provocato il crollo del tetto di un edificio abbandonato, il compagno anarchico Alessandro Mercogliano e la compagna anarchica Sara Ardizzone hanno perso la vita nella lotta per la distruzione del mondo del dominio, dell’oppressione e dello sfruttamento.

Fin dal momento in cui è stata resa nota la notizia della loro morte, lo Stato italiano, con la complicità dei media, ha cercato di screditare e infangare la memoria dei compagni, dipingendoli come “sanguinari terroristi”. Inoltre, lo Stato italiano vieta e reprime i raduni e le iniziative commemorative, come dimostrato chiaramente dagli arresti preventivi di oltre 90 anarchici durante un raduno nel luogo dell’esplosione. Nonostante ciò, i compagni e le compagne del movimento anarchico italiano continuano con determinazione e tenacia a difendere la memoria dei loro compagni, con numerosi testi e azioni di solidarietà. La compagna Sara e il compagno Sandro hanno partecipato attivamente al movimento anarchico italiano con un’azione pluriennale e diversificata, prendendo parte a occupazioni e altre iniziative autogestite, manifestazioni e cortei. Attraverso le parole e le azioni a difesa della loro memoria e delle loro scelte, si riflettono i rapporti di solidarietà che hanno costruito e i momenti di lotta fianco a fianco con compagni e compagne nel corso di tutti questi anni, nelle lotte per la liberazione totale.

Le analogie e, di conseguenza, il legame con gli eventi del 31 ottobre 2024, quando il compagno anarchico Kyriakos Xymitiris è caduto in combattimento per la liberazione sociale e di classe, sono inevitabili. La notizia della morte dei compagni in Italia ha provocato un senso di gelo e vuoto, lo stesso che si era provato il 31 ottobre. Ci ha però anche fornito determinazione, rabbia e voglia di lottare, che vogliamo trasmettere insieme ai nostri pensieri di solidarietà ai nostri compagni in Italia.

Di fronte a un mondo fatto di guerre, genocidi, oppressione, sfruttamento, di fronte a un mondo che emargina chiunque non rientri nella sua normalità, le scelte della resistenza rivoluzionaria e della lotta armata, come parte integrante della lotta multiforme, superano i limiti della legalità borghese e mettono in discussione il monopolio statale sulla violenza. Sono proprio queste scelte di lotta a mantenere vivo lo spirito della rivolta. Queste scelte costituiscono parte integrante di una continuità storica di rivolta, che mantiene vivo nei nostri cuori e nelle nostre menti il sogno della rivoluzione sociale.

Così, in un gesto di solidarietà per difendere la memoria di Sandro e Sara, la causa rivoluzionaria e il legame con la memoria del combattente anarchico armato Kyriakos Xymitiris, abbiamo appeso uno striscione nel parcheggio di Missolungi, nel punto in cui si trova il murale dedicato al compagno.

CHI CADE NEL FUOCO DELLA LOTTA NON MUORE MAI
SARA ARDIZZONE, ALESSANDRO MERCOGLIANO, KYRIAKOS XYMITIRIS PRESENTI

SARA ARDIZZONE, ALESSANDRO MERCOGLIANO, KYRIAKOS XYMITIRIS, SEMPRE PRESENTI NELLE NOSTRE LOTTE PER L’ANARCHIA

Αναρχική συλλογικότητα Αcte [Collettivo anarchico Acte]
acte@riseup.net /Acte.espivblogs.net

[Pubblicato in greco in https://acte.espivblogs.net/2026/04/23/%cf%8c%cf%83%ce%bf%ce%b9-%cf%8c%cf%83%ce%b1-%ce%ba%ce%b1%ce%b9-%cf%8c%cf%83%ce%b5%cf%82-%cf%80%ce%ad%cf%86%cf%84%ce%bf%cf%85%ce%bd-%cf%83%cf%84%ce%b7%ce%bd-%cf%86%cf%89%cf%84%ce%b9%ce%ac-%cf%84%ce%bf/ | Ripubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/23/%cf%8c%cf%83%ce%bf%ce%b9-%cf%8c%cf%83%ce%b1-%ce%ba%ce%b1%ce%b9-%cf%8c%cf%83%ce%b5%cf%82-%cf%80%ce%ad%cf%86%cf%84%ce%bf%cf%85%ce%bd-%cf%83%cf%84%ce%b7%ce%bd-%cf%86%cf%89%cf%84%ce%b9%ce%ac-%cf%84%ce%bf/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/23/coloro-che-cadono-nel-fuoco-della-lotta-non-muoiono-mai-sara-e-sandro-sempre-presenti-collettivo-anarchico-acte-grecia-aprile-2026/]



LE ROSE, DOVE SONO LE ROSE?”
Cronache e considerazioni sulle manifestazioni di affetto per Sara e Sandro e sull’antimafia come dispositivo di contro insurrezione

Nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 marzo un forte boato ha scosso i quartieri di Roma-est a ridosso del parco degli acquedotti, all’interno del parco un esplosione ha fatto crollare una parte di un casale abbandonato. L’esplosione e il crollo hanno ucciso due nostri compagni Sara e Sandro. La loro estrema coerenza tra idea ed azione li ha condotti a rischiare e a superare il limite tra la vita e la morte.

Dopo questo fatto grave lo Stato ha tentato di impossessarsi dei loro corpi, lo ha fatto al fini di riscrivere la loro storia; di nascondere l’amore, il rispetto e la fratellanza che li circonda; di cancellare le loro idee e di cancellare la dimostrazione che agire contro questo sistema è possibile.
È possibile che i loro corpi siano stati individuati e identificati nelle ore immediatamente successive all’esplosione, ma la notizia della loro morte sia stata tenuta nascosta a lungo e diffusa solo il pomeriggio tramite i mezzi di comunicazione di massa, dai quali tutti, compresi i famigliari, siamo venuti a conoscenza del tragico evento. Lo Stato ha cosi potuto decidere come raccontare questa vicenda, come descrivere i due compagni, tentando di imporre a tutti la sua narrazione e gestire la vicenda secondo i propri fini.
Se tra gli scopi che si erano prefissati c’era quello di ottenere la dissociazione dai nostri compagni e il loro disconoscimento, ciò non sarebbe mai potuto avvenire per il semplice fatto che queste miserabili scappatoie non ci sono mai appartenute.
Da subito sono giunti numerosi comunicati che hanno chiarito come Sara e Sandro sono compagni nostri, compagni conosciuti, rispettati e amati, compagni caduti in azione.

Lo Stato a questo punto ha tentato di sequestrare i loro corpi, trattenendoli per giorni, dando sfogo così a una tardiva vendetta verso quelle prede mai catturate e ora fuggite per sempre da tribunali e carceri.
Le loro salme sono state rilasciate all’improvviso, e le famiglie sono state obbligate a seppellirle subito. Questa fretta serviva per mettere in difficoltà chi voleva partecipare a un ultimo saluto, per fare apparire i due compagni come persone sole e abbandonate, per cercare di impedire che questo saluto diventassero un’occasione di commemorazione pubblica delle loro figure, di rivendicazione delle loro idee e delle loro gesta.

Nel dettaglio. Il 25 marzo circola la notizia che i funerali di Sara si sarebbero tenuti in data 27 marzo, vengono diffusi orari e un programma delle celebrazioni. Si decide di rispettare la volontà della famiglia del funerale in chiesa, mentre ci si organizza per un momento degno della figura rivoluzionaria della nostra compagna al cimitero. Compagne e compagni da tutta Italia si organizzano in fretta e furia per esserci, prenotano voli, traghetti, treni. La mattina del giorno successivo tutto viene dichiarato annullato e il funerale rinviato alla settimana prossima. Il pubblico ministero, nonostante fosse depositata la richiesta di “nulla osta”, dice che ha bisogno di prendersi del tempo per decidere se firmarlo. Il fatto è talmente inconsueto da lasciare interdetti non solo i compagni e gli amici – da parte dei quali peraltro, in momenti al contempo tanto drammatici e precipitosi, sarebbe stato comprensibile un eventuale errore di comunicazione – ma in realtà è la stessa agenzia funebre che aveva già organizzato tutto e ufficializzato le pubblicazioni che è stata colta in controtempo. Cosa ancor più grave, ambienti di polizia e magistratura fanno capire alla famiglia che i funerali sarebbero stati rinviati almeno di una settimana (giocando così con i loro sentimenti, lasciandoli in uno stato di costernazione finanche organizzativa in un momento nel quale è ben difficile occuparsi di questioni pragmatiche). Passa qualche ora e c’è una nuova giravolta: il pm ha firmato, i funerali si terranno come previsto (e poi in realtà cominceranno con venti minuti in anticipo). A causa di questo “scherzo”di pessimo gusto, qualche decina di persone, non solo militanti, ma anche amici e famigliari, non riusciranno ad essere presenti.
Nel caso di Sandro, addirittura non è mai stato pubblicato un programma. Nella giornata di sabato 28 marzo compagni e compagne si sono dovuti ritrovare a “presidiare” il laboratorio nel quale era custodito il feretro, è stato addirittura necessario inseguire il carro funebre per oltre duecento chilometri in autostrada al fine di giungere in tempo alla tumulazione.

Nonostante queste iniziative vigliacche, alle autorità è andata male e il tentativo di isolare Sara e Sandro dal mondo al quale appartengono è fallito. I compagni e le compagne sono venuti per un ultimo saluto, indifferenti alle intimidazioni della sbirraglia appostata come degli avvoltoi nei pressi delle tombe, assieme a parenti, amici e solidali hanno partecipato a questi saluti che sono stati un momento tanto di intima vicinanza quanto di lotta collettiva, un momento in cui in cui si sono mescolati il ricordo la rivendicazione, l’assunzione di responsabilità e la professione di amore, l’elogio delle gesta e la riflessione personale.

Il tentativo di impedire la partecipazione ai funerali dei nostri compagni è in assonanza con il divieto alla celebrazione di pubblici funerali che si applica alla criminalità organizzata. Per noi questo rappresenta l’ennesima dimostrazione del passaggio delle pratiche utilizzate nell’ambito della lotta alla mafia all’ambito della repressione politica, e quindi dimostrazione del ruolo politico assunto dall’antimafia. Proprio come l’applicazione del regime penitenziario 41 bis ai compagni, un regime contro il quale Sara ed Sandro hanno lottato con tutte le loro forze e assieme a tutti noi partecipando alla mobilitazione in sostegno allo sciopero della fame attuato dall’anarchico Alfredo Cospito.
Che Sara e Sandro facessero paura allo Stato da vivi e continuino a farlo da morti si è infine palesato domenica 29 marzo, data nella quale gli anarchici si sono radunati per portare dei fiori nel luogo in cui sono morti mentre compivano un’azione.
Questa iniziativa è stata vietata dal questore di Roma, e il grande parco urbano era presidiato da ingenti forze di polizia, tra le quali agenti a cavallo, che fermavano chiunque fosse sospetto e che hanno circondato il grosso dei compagni all’esterno dell’area verde impedendogli l’accesso. Quasi un centinaio di compagni fermati sono stati successivamente trasferiti nelle celle dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e trattenuti fino a sera.
La presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, il giorno dopo rivendicherà quella che in effetti è stata la prima applicazione del dispositivo del cosiddetto “fermo preventivo” previsto dai recenti “pacchetti sicurezza”. Una presa di posizione che nella sua supponenza, va riconosciuto, rappresenta un elemento politicamente significato sulla natura della svolta repressiva e sul ruolo di questo specifico strumento di cui si asserisce la necessità in termini di ordine e sicurezza: impedire una celebrazione.
Nonostante tutto questo anarchici e non solo sono giunti all’appuntamento da diverse città d’Italia, Sara e Sandro sono stati ricordati e rivendicati come nostri compagni, i fiori sono stati portati sul luogo in cui hanno perso la vita. Tutto è avvenuto in maniera composta perché cosi era stato deciso.
Nel pomeriggio una manifestazione di un centinaio di persone (nonostante altrettanti fossero ancora in stato di fermo) ha attraversato i quartieri orientali della capitale, partendo da Quarticciolo e arrivando all’Alessandrino dove Sara e Sandro vivevano.
Nonostante i divieti e le intimidazioni abbiamo fatto tutto quello che abbiamo detto.
Nelle settimane successive questo lugubre teatrino è andato avanti. Allentato il controllo sbirresco intorno al famigerato casolare, sono tornati ad accumularsi mazzi di fiori, fazzoletti, magliette e bandiere; simboli materiali insufficienti di dolore e orgoglio. Eppure a intervalli regolari queste testimonianze continuano a venire “ripulite” e nascoste, facendole sparire dalla vista.

Ma non finisce qui. Una settimana dopo, il lunedì di “pasquetta” (6 aprile), amiche, colleghe, vicine di casa e compagni di Sara decidono di passare insieme il tradizionale momento di picnic, nel ricordo della compagna scomparsa: l’appuntamento è presso i prati che costeggiano il fiume Nera, nella frazione di Castel San Felice in Umbria, luogo in cui Sara ha vissuto per buona parte della sua vita adulta. Non un’iniziativa politica, ma un moto del cuore nato tra persone molto diverse per percorso di vita e convincimenti, accumunate dalla voglia di condividere insieme un momento di ricordo. Ma anche questo è troppo per i benpensanti. La pagina locale del quotidiano “Il Messaggero” scatena una canea mediatica contro l’iniziativa, intervengono il sindaco e la curia (proprietaria di quest’area verde), i quali si affrettano a precisare (mentendo) che questa iniziativa non era stata comunicata e che in ogni caso è sicuramente proibita. Anche questo tentativo non va in va in porto, la mattina del 6 aprile la polizia decide di optare per questa volta una linea più morbida, limitandosi a spiare l’evento a distanza: i prati vengono occupati e tutto si svolge serenamente.

Mostrare i muscoli da parte dello Stato si è dimostrato come un inutile quanto miserabile tentativo di fermare quello che non possono fermare, il ricordo dei nostri compagni resterà indelebile, gli onori che meritano sono stati loro tributati e sempre lo saranno. Il risplendere della violenza rivoluzionaria come luce che illumina questo mondo tetro è stato rivendicato.

L’Italia è in guerra. Lo Stato sa che a un fronte esterno, quello dei conflitti che sostiene – in Ucraina, Palestina ed Iran – corrisponde un fronte interno quello contro gli sfruttati che della guerra pagano il prezzo sulle loro spalle. In questa guerra lo Stato sa che siamo suoi nemici, ma anche noi sappiamo di essere in guerra e di essere orgogliosamente nemici dello Stato e del sistema capitalista, come sono sempre stati Sara e Sandro.

Sara e Sandro sono caduti combattendo la guerra di classe che attraversa il fronte interno italiano. Non ha molto senso blaterare di vendetta. Questa parola, sebbene appaia estremista, a ben vedere cela la sua natura vittimista: come se lo Stato ci avesse fatto un torto. Le motivazioni per la vendetta le possiamo trovare ogni giorno per i morti sul lavoro, per i morti nelle carceri, per i morti in mezzo al mare, per le vittime delle guerre nelle quali lo Stato italiano è coprotagonista. Sara e Sandro secondo ogni evidenza, preparavano quella vendetta. Il tema allora è molto più profondo e coinvolge la nostra partecipazione al dolore nel rispetto della coerenza di questi compagni, complici morali delle loro azioni quali ci consideriamo.
In questa guerra lo Stato italiano utilizza gli strumenti tipici della controinsurrezione: non solo attraverso la violenza repressiva, ma anche attraverso la repressione simbolica delle celebrazioni del nemico.
Su questo terreno, lo Stato può vantare anni di esperienza maturata sul campo dell’antimafia. Tentativi come quelli messi in essere con Sara e Sandro sono stati già utilizzati con successo contro i boss mafiosi quando muoiono in carcere: funerali pubblici proibiti, tumulazioni in orari notturni e con meno clamore possibile, repressione del dolore come forma esso stesso di manifestazione di empatia per il nemico.

Questo accade non solo con i momenti di lutto, ma anche con altri tipi di manifestazione di vicinanza. Destano scandalo gli episodi che ogni tanto si ripetono di un corteo religioso che devia dal proprio percorso per dirigersi sotto la casa di un presunto boss mafioso detenuto in 41 bis, per fare il cosiddetto “inchino”, per utilizzare il Santo in processione per benedire il prigioniero e abbracciare moralmente la famiglia. Ogni volta che succede la stampa benpensante, soprattutto di sinistra, grida allo scandalo e vengono in fretta e furia non solo avviate indagini e denunce, ma anche scritte nuove leggi per prevenire episodi analoghi, in un’ottica emergenziale e nevrotica del diritto che viene riscritto ogni qualvolta una notizia faccia troppo clamore alla televisione.
Un altro esempio è la persecuzione di una parte della musica neo melodica napoletana e dei rispettivi artisti, sospettata di empatia con la camorra.

Ci sembrano pertinenti a tal proposito le parole lette da Alfredo Cospito durante l’udienza preliminare del processo “Sibilla”, il 15 gennaio 2025 a Perugia (in video collegamento dal carcere di Sassari):

“Quale modo migliore per silenziare i movimenti e le opposizioni radicali di un regime emergenziale già attivo e testato. Uno stato di eccezione in cui molti diritti sono sospesi, in cui regna una censura assoluta già sperimentata in decenni di pratica sul campo. Chi saranno i primi a vivere sulla propria pelle questo regime speciale? I compagni e le compagne che si battono per la Palestina? Gli anarchici e le anarchiche che imperterriti continuano a parlare di rivoluzione? I comunisti e le comuniste mai arresi? Quattro di loro sono decenni che resistono con fierezza in questo regime nell’isolamento più assoluto, senza mai piegarsi.
Se la guerra imperialista dell’Occidente tracimerà per reazione dai confini dell’Ucraina irrompendo nelle nostre case, se i conflitti sociali supereranno il limite sostenibile di un meccanismo traballante, o anche solo se la transizione morbida e graduale in regime non sarà praticabile, il 41 bis grazie proprio alla sua patina di legalità sarà lo strumento repressivo ideale per un’anestetizzazione sociale forzata, una sorta di olio di ricino per rimettere in riga i recalcitranti, un golpe graduale e a norma di legge.”

Considerazioni sostanzialmente corrette, che andrebbero però estese oltre il dispositivo del 41 bis. Esse coinvolgono infatti tutta la normativa antimafia. Nel caso dei corpi di Sara e Sandro, e prima di loro del comunista combattente Mario Galesi, così come nel trasferimento in 41 bis dei prigionieri rivoluzionari, assistiamo all’estensione delle politiche antimafia come attrezzo militare della controinsurrezione.

Partiamo dal presupposto che lo Stato, se reagisce così, ammette in partenza una propria relativa debolezza. Se le manifestazioni di affetto non fossero tanto partecipate, se i funerali fossero deserti, se le famiglie dei prigionieri e dei martiri fossero isolate, lo Stato non sarebbe tanto nervoso verso queste manifestazioni. Tutt’al più le deriderebbe attraverso la propria stampa asservita. Scandalizzarsi per un “inchino” alla casa del mafioso, proibire i funerali, fermare 91 solidali con degli anarchici morti in azione è già di per sé un’ammissione che questi eventi avevano una caratteristica di massa (nel caso del fermo preventivo, persino certificata numericamente) e che questa “popolarità” del nemico lo innervosisce.

Vi è però una differenza fondamentale che non andrebbe trascurata. A differenza del potere mafioso, che instilla paura e che può ancora promettere dei benefici nei confronti di chi lo rispetta e lo onora, partecipare alla solidarietà umana verso dei “terroristi” morti in azione non presenta alcun vantaggio, ma solo svantaggi. Per dirlo con le parole di Sara, lette sempre durante l’udienza del 15 gennaio 2025 a Perugia:

“La responsabilità individuale è, invece, un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li do: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare.”

È vero da materialisti potremmo dire che con la morte cessiamo di essere, e che la nostra carne si trasforma in un residuo verso cui non abbiamo più alcun interesse.
In realtà le cose non stanno così, perché noi continuiamo ad agire anche dopo la morte, la testimonianza che abbiamo portato in vita prosegue. Tutti i morti per la libertà del passato ci parlano e ci sostengono nel nostro cammino verso il futuro.
Il corpo degli anarchici morti assume quindi un senso per i compagni vivi, per le idee che li contraddistinguono e per le lotte che intraprendono (di qui il tentativo dello Stato di sequestrarlo).

La figura del martire, ad esempio, è strettamente collegata a quanto abbiamo affermato: il martire è colui che ha perso la vita per portare una testimonianza. Morire per delle idee significa che le idee per cui ci battiamo, il nostro progetto rivoluzionario e la comunità di lotta a cui apparteniamo contano più della nostra stessa vita. Questo è valso tanto per i martiri cristiani, quanto per gli anarchici definiti martiri di Chicago, o per i moderni jihadisti. Si tratta di un concetto molto potente che fa tremare i padroni del mondo, perché non possono dominare tramite la paura chi ha sconfitto la paura, cioè quelli che hanno una visione del mondo e una coerenza con le proprie idee che va oltre la propria esistenza.

Per questo le manifestazioni di dolore, di solidarietà e di complicità con Sara e Sandro non solo sono più forti della morte, come si è scritto, ma anche della ragionevolezza politica, della convenienza, della prudenza.
Sono la dimostrazione che nella nostra classe, per quanto marginale e molto minoritaria, esiste una componente che non disarma. Che il suo furore è quello di una fede e non solo in un’impresa (la quale può produrre surplus o fallire, ma resta invischiata in detta logica imprenditoriale). Onorare i morti diventa allora un messaggio soprattutto per i vivi. Un patto inviolabile di prosecuzione sul percorso dell’emancipazione radicale.
Questa componente lo Stato non la potrà mai reprimere, perché viaggia su una logica radicalmente autonoma rispetto a quella della punizione e della convenienza. La logica di chi vuole distruggerlo ed è disposto a pagare qualunque prezzo per cercare di farlo.

Alcuni insuscettibili di ravvedimento

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/12/le-rose-dove-sono-le-rose-cronache-e-considerazioni-sulle-manifestazioni-di-affetto-per-sara-e-sandro-e-sullantimafia-come-dispositivo-di-contro-insurrezione/]




La afinidad que compartimos y expandimos está hecha en buena parte por la confrontación contra el poder, la cual que nos comunicamos mediante acciones, llamados, respuestas, y reflexiones que nos provocan más acciones. Esa afinidad también está hecha, y profundamente, por la ternura entre compañeros, que es una de las fuerzas que nos impulsa a actuar, para que sientan que en la lucha ácrata, aquí también estamos!

La noche del domingo 5 de abril dejamos dos palabras y una letra, bien pintadas en las puertas del consulado italiano de P0rt0 Al3gre, territorio en conflicto con el estado brasilero: Sara e Sandro!

Nuestro guiño complice para todos aquellos a los que la anarquia no olvida!

* * *

L’affinità che condividiamo e diffondiamo si basa in gran parte sulla lotta contro il potere, che esprimiamo attraverso azioni, chiamate, risposte e riflessioni che ci spingono a compiere ulteriori azioni. Questa affinità si basa anche, e profondamente, sulla tenerezza che ci lega come compagni, una delle forze che ci spinge ad agire per far sentire la nostra presenza, qui, nella lotta anarchica!

Nella notte di domenica 5 aprile abbiamo lasciato due parole e una lettera, ben impresse sulle porte del consolato italiano di Porto Alegre, territorio in conflitto con lo Stato brasiliano: Sara e Sandro!

Il nostro complice cenno a tutti coloro che l’anarchia non dimentica!

[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/10/sara-y-sandro-dos-palabras-y-una-letra-trazadas-en-las-puertas-del-consulado-italiano-porto-alegre-brasil-5-de-abril-de-2026/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/10/sara-e-sandro-due-parole-e-una-lettera-tracciate-sulle-porte-del-consolato-italiano-porto-alegre-brasile-5-aprile-2026/]


Il 31 ottobre 2024, il compagno anarchico Kyriakos Xymitiris ha perso la vita in seguito a un’esplosione avvenuta in un appartamento ad Ampelokipoi, durante la lavorazione di materiali esplosivi. Nell’appartamento si trovava anche la compagna anarchica Marianna M., rimasta gravemente ferita.

In relazione a questo caso, sono stati posti in custodia cautelare la compagna ferita Marianna, la compagna Dimitra Z. e il compagno Dimitris (per aver consegnato e ricevuto le chiavi dell’appartamento), nonché i compagni Nikos Romanos e A.K. (per il ritrovamento di parte delle loro impronte digitali su un sacchetto di plastica).

Il 20 marzo 2026, mentre stavano preparando un’azione armata a Roma, hanno perso la vita il compagno Sandro Mercogliano e la compagna Sara Ardizzone.

I compagni e la compagna che hanno perso la vita, così come la compagna ferita, sono esempi di determinazione e coerenza rivoluzionarie, qualità che negli ultimi anni scarseggiano all’interno del movimento anarchico. La loro scomparsa non deve scoraggiare chi si considera parte delle forze anarchiche, ma deve spronare a proseguire la lotta con un approccio insurrezionale e una prospettiva rivoluzionaria.

Ai compagni caduti nella lotta non si addicono elogi funebri, ma azioni rivoluzionarie.

UN OMAGGIO ETERNO AI COMPAGNI KYRIAKOS XYMITIRIS, SANDRO MERCOGLIANO E ALLA COMPAGNA SARA ARDIZZONE

SOLIDARIETÀ CON LE PERSONE PERSEGUITE NEL CASO AMPELOKIPOI

ΑΣ Utopia A.D

[Tradotto dal greco: https://athens.indymedia.org/post/1640552/]


Tensioni irrefrenabili

E così viene siete andati, in un casa abbandonata che per una notte ha visto tramare per la libertà, per l’anarchia. La lucida consapevolezza che questo mondo violento, disumano, stragista, non si cambia solo con le parole. Ci avete provato, così come tanti rivoluzionari che anelano ad una demolizione dell’esistente.
Non dimentichiamo chi cade, con la propria tensione irrefrenabile, in un percorso rivoluzionario che abbiamo sempre sostenuto. Sara e Sandrone, camminerete con noi, nelle montagne e nelle lotte.
Camminerete con noi, per l’anarchia.

Anarchici e anarchiche delle Alpi Occidentali

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/tensioni-irrefrenabili/]


PARA QUIENES INSISTEN EN ARRIESGARLO TODO

Para quienes la represión ni la cárcel lxs apacigua.

Para quienes sabiendo que la realidad opresiva poco o nada cambiará  aun así lo arriesgan todo por unos instantes de libertad. Libertad verdadera desde el momento que se decide enfrentar al poder en primera persona.

Para quienes no se acomodan.

Para quienes no se conforman con la crítica que, por muy radical que pueda ser, se queda en las palabras.

Para quienes no esperan que los riesgos los asuman otros, sino que son ellxs lxs que toman las riendas y deciden atacar.

Para quienes no se duermen en los laureles de las acciones ya realizadas.

Para quienes la anarquía es hacer lo que se dice.

Para quienes apuestan y se arrojan a practicar la violencia revolucionaria.

Para quienes vibran con la conspiración y el ataque.

Para quienes, en definitiva, no se domestican y no contemplan la pasividad en sus vidas.

Para quienes insisten obstinadamente en arriesgarlo todo.

Para Sara y Alessandro que llevaron una vida de combate y que la anarquía no lxs olvidará.

Francisco Solar
Cárcel La Gonzalina-Rancagua

Marzo 2026

* * *

PER COLORO CHE CONTINUANO A RISCHIARE TUTTO

Per coloro che non si placano né con la repressione né con la prigione.

Per coloro che, pur sapendo che la realtà oppressiva cambierà poco o nulla, rischiano comunque tutto per qualche istante di libertà. Una libertà autentica, dal momento in cui si decide di affrontare il potere in prima persona.

Per coloro che non si accomodano.

Per coloro che non si accontentano della critica che, per quanto radicale, rimane solo nelle parole.

Per coloro che non aspettano che siano altri ad assumersi i rischi, ma che sono loro stessi a prendere in mano le redini e a decidere di attaccare.

Per coloro che non si adagiano sugli allori delle azioni già compiute.

Per coloro per cui l’anarchia significa fare ciò che si dice.

Per coloro che scommettono e si lanciano nella pratica della violenza rivoluzionaria.

Per coloro che vibrano per la cospirazione e l’attacco.

Per coloro che, in definitiva, non si lasciano addomesticare e non contemplano la passività nelle loro vite.

Per coloro che continuano a rischiare tutto con ostinazione.

Per Sara e Alessandro, che hanno condotto una vita di lotta e che l’anarchia non dimenticherà.

Francisco Solar
Carcere della Gonzalina – Rancagua

Marzo 2026

[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/francisco-solar-para-quienes-insisten-en-arriesgarlo-todo/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/francisco-solar-per-coloro-che-continuano-a-rischiare-tutto/]


Per i nostri compagni e le nostre compagne caduti nella difesa della vita

Per i combattenti, disposti a fare ciò che era necessario. Per i compagni e le compagne che hanno deciso di prendere in mano la propria vita. Per i rivoluzionari che non si accontentavano di nulla di meno del tutto. E per coloro che, come te e me, erano bambini. Per te, Kyriakos. Per voi, Sara e Sandro. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per difendere la vita. Il 19 marzo 2026, i compagni anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano sono stati trovati morti a seguito del crollo di un casolare a Roma. I media hanno parlato di una presunta esplosione di un ordigno. Anche se le circostanze esatte sono ancora sconosciute, per noi è chiaro: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo (https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/). Questa notizia ci giunge poco prima dell’inizio del processo per il caso Ampelokipoi, che vede imputate le nostre compagne anarchiche Marianna Manoura e Dimitra Zarafeta, insieme ad altri tre imputati. Marianna è rimasta gravemente ferita nell’esplosione di un ordigno avvenuta il 31 ottobre 2024 ad Atene e da allora è detenuta nel carcere femminile di Korydallos. La stessa esplosione ha ucciso il nostro compagno Kyriakos Xymitiris. Ricordiamo con dolore i primi giorni dopo la sua morte: il vuoto, il dolore, la rabbia. Abbiamo cercato di afferrare l’incomprensibile, di comprendere la definitività di un singolo gesto. Abbiamo affrontato la realtà in cui viviamo solo insieme. Abbiamo pianto e gridato insieme. Ci siamo seduti in silenzio. Abbiamo discusso, pianificato e agito insieme. Abbiamo deciso di considerare la difesa della memoria rivoluzionaria come nostra responsabilità e come logica conseguenza della nostra lotta comune. Agli amici, ai compagni e alle famiglie di Sara e Sandro: sentiamo il vostro dolore, condividiamo la vostra rabbia e siamo al vostro fianco per difendere la memoria dei nostri compagni caduti. Vi auguriamo tutta la forza, l’amore e la tenerezza di cui avete bisogno per mantenere viva la fiamma della nostra lotta comune. Vi auguriamo momenti di pace per piangere e elaborare il lutto insieme. Lottiamo con voi per momenti di rivolta in cui trasformiamo la nostra rabbia nel fuoco che mantiene viva la memoria dei nostri compagni. I cuori rivoluzionari ardono per sempre! Da Roma ad Atene a Berlino: abbiamo ragione, vinceremo! Sara Ardizzone – Sempre presente! Alessandro Mercogliano – Sempre presente! Kyriakos Xymitiris – Sempre presente!

R94

[Tradotto dal tedesco: https://de.indymedia.org/node/724573]


Con Sara e Sandrone, a testa alta. Sull’iniziativa a Roma il 29 marzo 2026

Raccogliamo e pubblichiamo alcuni brevi testi e immagini sull’iniziativa di domenica 29 marzo a Roma in ricordo dei compagni anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Nonostante il tentativo di bloccare l’appuntamento mattutino, nel corso del primo pomeriggio si è tenuto un corteo partito dal Quarticciolo (e partecipato da più di 100 persone). I fermati della mattina (almeno 91, per i quali oltre all’antisommossa è stata impiegata anche la cavalleria della polizia) sono stati tradotti nella struttura dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e successivamente tutti rilasciati in serata. La giornata di domenica ha ulteriormente evidenziato come il tentativo delle forze repressive di isolare Sara e Sandro – prima avviando una campagna mass-mediatica diretta (vanamente) a intaccarne l’integrità, poi provando sistematicamente a bloccare i momenti e le iniziative in loro ricordo – non abbia ottenuto l’effetto desiderato. Qualora dovessero pervenire pubblicheremo anche altri testi e immagini sul 29 marzo a Roma.

* * *

Alcuni compagni e compagne che oggi stavano portando dei fiori per ricordare Sara e Sandro sono stati fermati e stanno venendo condotti in questura. Si tratta di circa cinquanta persone. Sara e Sandro, compagni morti in azione, sono e saranno sempre nel nostro cuore.

* * *

Familiari di Sara esprimono la loro solidarietà nei confronti dei fermati di questa mattina per il deposito di fiori nei pressi del casolare dove è avvenuta l’esplosione e il ringraziamento per la successiva manifestazione.

* * *

Esiste una volontà da parte dello Stato e delle istituzioni tutte di isolare Sara e Sandro, di cancellare ed impedirne la loro memoria. Tutto ciò non è possibile, perché Sara e Sandro sono stati compagni coraggiosi, amici fraterni e persone troppo belle per essere dimenticate. Certi signori si sono convinti che chiudere 90 persone per svariate ore dentro l’ufficio immigrazione di via Patini fosse una buona idea, la verità è che in quelle quasi 11 ore di fermo preventivo è stato possibile raccontare a compagne e compagni più giovani il valore dei nostri compagni caduti, passando dal loro coraggio alla loro tenerezza.
Solo gli stolti e gli sciacalli che delegano il loro pensiero a giornali più utili a pulirsi il culo che la coscienza, possono credere che i vani tentativi di reprimere la solidarietà verso i nostri compagni siano stati efficaci.

Che Sara e Sandrone illuminino sempre il nostro cammino verso la libertà.

* * *

Ancora sul 29 marzo a Roma

Domenica mattina, non tutti gli anarchici e i solidali che si sono recati al parco degli Acquedotti di Roma sono stati fermati e portati in via Patini.
Alcuni di noi sono riusciti a smarcarsi dai tentativi di fermo, a dimostrazione che qualunque sia il dispositivo di sicurezza messo in campo, ci sono sempre delle possibilità imprevedibili che permettono di aggirarlo.
Più tardi, dal quartiere Quarticciolo, ci siamo mossi verso l’Alessandrino dando vita ad un rumoroso corteo. I nomi di Sara e Sandrone hanno riecheggiato forte e chiaro nelle vie del quartiere dove abitavano.
Noi anarchici non siamo vittime sacrificali per l’indignazione dei sinceri democratici e nemmeno cavie per esperimenti giuridici: nonostante il numero enorme di persone poste in stato di fermo, siamo stati in grado di attuare ciò che ci eravamo prefissati. Nostro intento era infatti quello di rivendicare pubblicamente e a testa alta la vicinanza di questi nostri compagni, caduti combattendo per la libertà.

Con Sara e Sandrone, affinché nulla sia stato vano.
Le loro voci e i loro volti vivono dentro di noi.
Nessun passo indietro!
Morte allo Stato.
Sempre per l’Anarchia.

* * *

Il primo e il terzo testo sono stati divulgati nei canali informativi del Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”, il secondo in quelli del Circolo Anarchico “La Faglia”, il quarto e ultimo l’abbiamo ricevuto da compagni presenti nel corteo del 29 marzo a Roma

[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/31/con-sara-e-sandrone-a-testa-alta-sulliniziativa-a-roma-il-29-marzo-2026/ | Riproposto in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/02/con-sara-e-sandrone-a-testa-alta-sulliniziativa-a-roma-il-29-marzo-2026/]


Alleghiamo una iniziativa di ricordo di Sara curata e pensata per amici, colleghi, vicini e ovviamente compagni. Contro ogni tentativo di isolamento mediatico, convinti nella profonda coerenza della vita della nostra compagna fino alla morte.

SALUTAVA SEMPRE

Amica, compagna, collega o vicina di casa, Sara era solare, sensibile, ironica, leale e disponibile. Donna di ideali che gridano libertà, con fame di giustizia e con la voglia di lottare per ogni forma di oppressione.
Amici, compagni, colleghi o vicini di casa noi sentiamo il bisogno, e anche la responsabilità, di ricordare Sara nella sua interezza, integrità e coerenza.
Per piangere e per ridere insieme.
Ci vediamo lunedì 6 aprile (Pasquetta) alle 11, ai prati dietro l’Abbazia di Castel San Felice. Porta qualcosa da mangiare e da bere.

NO, NON ERA SOLITARIA
NO, NON AVEVA UNA DOPPIA VITA
NO, NON ERA SCONOSCIUTA!

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/02/salutava-sempre-pasquetta-in-ricordo-di-sara-castel-san-felice-6-aprile-2026]


Da Spoleto

Due compagni anarchici, Sara e Sandro, sono morti recentemente a Roma mentre lottavano in questa guerra sociale. Fino all’ultimo istante della loro vita hanno dato prova del loro impegno rivoluzionario. La loro abnegazione ci ispira e il nostro dolore, lungi dall’abbatterci, ci darà la forza di continuare la lotta anarchica per la libertà, contro ogni forma di dominio.

La stampa al servizio dello Stato sta cercando di fomentare un panico morale riguardo all’uso di un ordigno esplosivo da parte dei nostri compagni. Questi scagnozzi dello Stato sostengono la violenza solo quando serve a soddisfare la loro sete di potere e a conquistare nuove risorse materiali e umane da sfruttare.

La determinazione dei nostri compagni sarà un monito per gli oppressori. Essi soggiogano interi popoli e si mantengono al potere con le loro guerre e le loro bombe, uccidendo civili ogni giorno. Finché persisterà questa violenza abietta, gli anarchici di tutto il mondo saranno il granello di sabbia nella loro macchina e la loro impunità non sarà eterna. Che la lama di Caserio, che 132 anni fa uccise il presidente Carnot, che le bombe contro le caserme italiane, russe o indonesiane esplose negli ultimi anni, o il sabotaggio delle loro fabbriche e delle loro case, tormentino le loro notti.

L’anarchismo è indissolubilmente legato alle azioni dirette e alla solidarietà. Sara e Sandro ne erano la prova vivente e in migliaia continueremo a seguire quello stesso percorso.

Più forti della morte.

«Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato.»
«C’è un enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un etica, la seconda nessuna.»

Sara Ardizzone

[Pubblicato in francese in http://rcbwx654n44axrba7q34aqaq2xhsp67aq244xd6ppgwndqfedjjvijad.onion/Tags-a-Saint-Etienne-en-memoire-de-Sara-et-Sandro-7872 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/01/plus-forts-que-la-mort-messaggi-murali-per-sara-e-sandro-saint-etienne-francia/]



Pur potendo vivere nella rassegnazione, hanno scelto la lotta e l’anarchia. 29 marzo: Sara e Sandro presenti!

¡Memoria y combate por lxs compañerxs anarquistas Sara y Alessandro!

El recién pasado 20 de marzo, atravesó desde el otro lado del océano una triste noticia: dos anarquistas han muerto. Preparaban un golpe a la inercia capitalista. Un golpe contra la desesperanza, contra la comodidad de la obediencia que resulta siempre un camino más fácil al de la incertidumbre de la rebelión.

Porque ellxs pudieron elegir una vida de resignación, sin embargo, en aquel rincón del planeta, entre las ruinas de la ciudad y la tensión propia de una acción, la decisión de lxs compañerxs Sara y Alessandro no fue sino la condensación de toda una historia de lucha que entrelaza el pasado y el presente, que confronta la vida y la libertad contra los sistemas de dominación y muerte. Sara y Alessandro eligieron la lucha y la anarquía, nuestro compromiso es no desistir de este camino.

29 de marzo ¡Día delx joven combatiente!: Desde las barricadas reivindicamos a lxs compañerxs que murieron en Roma. Fuerza, amor y solidaridad para sus familias, amigxs y compañerxs.

No al 41-bis
¡Libertad a todxs lxs prisionerxs anarquistas!

Ninguna confusión, ninguna duda, ningún arrepentimiento… ¡Por la anarquía!

* * *

Memoria e lotta per i compagni anarchici Sara e Alessandro!

Lo scorso 20 marzo, dall’altra parte dell’oceano, è giunta una triste notizia: due anarchici sono morti. Stavano preparando un colpo contro l’inerzia capitalista. Un colpo contro la disperazione, contro la comodità dell’obbedienza, che è sempre la strada più facile rispetto all’incertezza della ribellione.

Avrebbero potuto scegliere una vita di rassegnazione, eppure, in quell’angolo del pianeta, tra le rovine della città e la tensione di un’azione, la scelta dei compagni Sara e Alessandro è stata la sintesi di una lunga storia di lotta che intreccia passato e presente, contrapponendo la vita e la libertà ai sistemi di dominio e di morte. Sara e Alessandro hanno scelto la lotta e l’anarchia; il nostro impegno è non desistere da questa strada.

29 marzo, Giornata del giovane combattente: dalle barricate rivendichiamo i compagni caduti a Roma. Forza, amore e solidarietà alle loro famiglie, amici e compagni.

No al 41-bis!
Libertà per tutti i prigionieri anarchici!

Nessuna confusione, nessun dubbio, nessun rimpianto… Per l’anarchia!

[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/31/memoria-y-combate-por-lxs-companerxs-anarquistas-sara-y-alessandro-chile-29-de-marzo-de-2026/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/31/memoria-e-lotta-per-i-compagni-anarchici-sara-e-alessandro-cile-29-marzo-2026/]



[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://disordine.noblogs.org/post/2026/03/26/unidea-di-liberta-per-sara-e-sandro/ | Ripubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/unidea-di-liberta-per-sara-e-sandro-biblioteca-anarchica-disordine/]


Ci uniamo al dolore di compagni, compagne, amici e familiari per la perdita di Sara e Sandrone. Che la loro estrema determinazione sia da esempio per quanti si adoperano per una società senza ingiustizie e sopraffazione, contro la barbarie dell’imperialismo e del colonialismo.
A quanti si indignano per le azioni dirette e a quanti agitano lo spauracchio del terrorismo, rispondiamo che terrorista è lo stato, chi affama, opprime e sfrutta. Terroristi sono coloro che massacrano e distruggono intere popolazioni e costringono all’esodo i sopravvissuti. Le immagini del Libano, di Gaza e di Teheran ce lo ricordano ogni giorno.
Ogni forma concreta di resistenza allo sterminio imperialista, al capitalismo e all’occupazione coloniale è una boccata d’ossigeno e di speranza, rappresenta la brace mai spenta sotto la cenere e le rovine, un lume, una speranza, un grido per affermare che NON tutti siamo complici!
Dalla parte di chi lotta
Sempri a innantis

Anarchici, comunisti e indipendentisti
(Kasteddu – Cagliari)

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/per-sara-e-sandrone-dalla-sardegna/]


Esiste una volontà da parte dello stato e le istituzioni tutte di isolare Sara e Sandro, di cancellare ed impedirne la loro memoria. Tutto ciò non è possibile, perché Sara e Sandro sono stati compagni coraggiosi, amici fraterni e persone troppo belle per essere dimenticate. Certi signori si sono convinti che chiudere 90 persone per svariate ore dentro l’ufficio immigrazione di via patini fosse una buona idea, la verità è che in quelle quasi 11 ore di fermo preventivo è stato possibile raccontare a compagne e compagni più giovani il valore dei nostri compagni caduti, passando dal loro coraggio alla loro tenerezza.
Solo gli stolti e gli sciacalli che delegano il loro pensiero a giornali più utili a pulirsi il culo che la coscienza, possono credere che i vani tentativi di reprimere la solidarietà verso i nostri compagni siano stati efficaci.

Che Sara e Sandrone illuminino sempre il nostro cammino verso la libertà.

[Dal canale telegram di Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi” – Carrara]


[Dal canale Telegram di Circolo Anarchico Bonometti]



Con Sara e Sandro nel cuore sempre, tra amore e rabbia, restano con noi. Buon viaggio.

[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]


Buon viaggio Saretta

[Dal canale telegram di Circolo Anarchico “La Faglia” — Foligno]


E a chi non soccombe
si schiudan le tombe
s’apprestin le bombe
s’affili il pugnal
è l’azione l’ideal.


Per ricordare Sara e Sandrone

Sara e Sandrone li ho conosciuti in vari momenti e anni di lotta (Sara ancora prima, quando eravamo studenti medi). Le strade della vita ci hanno “separato” ma quando occorrreva ci si beccava in cortei, assemblee o solo a bere una birretta in qualche baretto scalcinato. Quello che scrivono i pennivendoli della carta stampata non m’interessa. Hanno lasciato un gran vuoto, in questo vuoto rimarà il ricordo del loro essere anarchici e di lottare a testa alta per gli oppressi contro galere, guerre e oppressori. Chiudo con una frase di una sua dichirazione in tribunale “La responsabilità individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li do: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare”.
Viva la Lotta, Viva L’anarchia




[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/manifesto-per-sara-per-sandrone-morti-combattendo-per-la-liberta/]




Anarchici e anarchiche da Pisa

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/per-sara-e-sandro-manifesto-e-striscioni/]


Quando le bombe non cadono dal cielo, ma esplodono tra le mani di chi cerca di fermare l’inarrestabile avanzata di un sistema di guerra e sopraffazione, a quanto pare fanno più rumore.
Eppure è un suono che riconosciamo perchè vibra della nostra stessa rabbia verso un presente che si fa sempre più oscuro.
Sara e Sandro sono nostri compagni che hanno perso tragicamente la vita mettendola in gioco contro tutto questo. Prendiamo parola per non lasciare che il significato della loro esistenza venga deformato dalla narrazione del potere.
Pensiamo a loro con amore, come a tutte quelle relazioni sovversive che combattono contro la violenza dello stato e del capitale con le pratiche che da sempre fanno parte del bagaglio anarchico.

Anarchiche e anarchici da Napoli




A Sara

Occhi azzurri
che fendono la notte
capelli biondi
che accendono l’oscurità
idea ed azione
in un unico abbraccio
con rabbia e amore
verso questa società
per la vita che sarà.

Continuerai a camminare
con noi,
il tuo cuore palpiterà
ancora
all’unisono
coi tuoi compagni
passati, presenti e futuri,
oltre le sbarre e le macerie
di questa terra desolata
sterilizzata dagli avidi
privi di memoria
e sentimento.

Ma un giorno
un fiore
sorgerà
tra il fango radioattivo,
una bionda ginestra
di speranza e di lotta
che annuncerà
l’ora
della rivoluzione sociale.

Marina di Carrara, 21/3/2026

Qui il testo: https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/23/a-sara/

[Dal canale telegram di Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi” – Carrara]


Oltre la vita, oltre la morte. Per Sara e Sandro

Oltre la vita, oltre la morte,
una notte che squarcia il cielo,
tremo ancora al pensiero
i loro sguardi
specchi di forza, gioia, fervore,
quanti tormenti condivisi, quante parole,
e ancora ci saranno altre notti
ci saranno ancora grida e sussurri, silenzi e paure,
ma oggi è il tempo delle lacrime
le lacrime di chi porta nel cuore
l’eco di quel coraggio,
il calore di quell’odio misto ad amore,
e domani sarà il tempo della memoria,
in onore di ogni gesto,
nel ricordo di ogni momento
vissuto e sofferto,
infine non resterà che il lampo dell’azione
perché nulla sia stato vano
poiché rimangano ad eterno testimone
due sole parole, ferme, decise, scolpite su un nero sole:
anarchia, rivoluzione.

[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]


Fuoco che non si spegne

Tra muri graffiati di sogni e rabbia
camminavano liberi, senza catene,
due cuori ostinati contro il vento,
due voci che il silenzio non contiene.
Non avevano troni né bandiere,
solo mani sporche di futuro,
e negli occhi una luce testarda
più forte del ferro e del muro.
Ora il tempo li chiama per nome,
ma non li spegne, non li piega:
restano eco nelle strade vuote,
restano fuoco in chi non si arrende.
Perché chi cade per un’idea
non muore davvero, non sparisce:
diventa passo, diventa voce,
diventa lotta che non finisce.

[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]


Non basta una notte per farci sparire

Occhi celesti,
un oceano di rabbia.

Un corpo minuto che trasuda determinazione e forza.
Un vulcano in eruzione.
“Mi hai tirato una manganellata e non ho sentito niente!”

Una compagna gentile,
sempre attenta agli altri,
di una generosità rara
su questo pianeta.

… mille altre cose
che le mie parole
non possono descrivere.

Raccolta in posizione fetale
vivo questo grande dolore
… piangendo…
lo accolgo dentro di me.

Per superare questo lutto
e raccogliere
anche solo una briciola
del tuo immenso coraggio.

Mi piace ricordati così:
che esci di casa con Dina,
per raccogliere cicoria selvatica.
Perché la sera c’è una cena benefit
per i compagni.

Ciao Sara,
buon viaggio.

Il tuo cuore batte…
in tutte le nostre notti
di fuoco.

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/non-basta-una-notte-per-farci-sparire/]


To love.
To be loved.
To never forget your own insignificance.
To never get used to the unspeakable violence and the vulgar disparity of life around you.
To seek joy in the saddest places.
To pursue beauty to its lair.
To never simplify what is complicated or complicate what is simple.
To respect strength, never power.
Above all, to watch.
To try and understand.
To never look away.
And never, never, to forget.

Arundhati roy

On March 20, 2026, we received the terrible news that two anarchist comrades, Sara and Sandrone, had been killed in an explosion near Rome.

In this moment of sorrow, we think of our comrades, of those who were close to them, who knew them, and send them a hug from the North.
There will be no recipe, no solution, and no easy cure, and we don’t want one. We want this world to stop turning and to stop pretending that its misery, called normality, is acceptable. Just as it was unacceptable for our comrades to live in peace with this world full of war and oppression. The scars this moment will leave will remain. So let us ensure that the shared moments of beauty and joy that we experienced side by side in our struggles are not forgotten. Let us understand our existence as anarchists as a form of subversive revenge against this world. With everything we need to keep attacking on our path: Solidarity, love, mutual aid and revolutionary violence.

For Sara and Sandrone
For Anarchy

Anarchist *innen aus dem Norden

* * *

Amare. Essere amati.
Non dimenticare mai la
propria insignificanza.
Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te.
Cercare la gioia nei posti più tristi.
Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana.
Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici.
Rispettare la forza, mai il potere.
E, soprattutto, guardare.
Cercare di capire.
Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.

Arundhati Roy

Il 20 marzo 2026 abbiamo ricevuto la terribile notizia che due compagni anarchici, Sara e Sandrone, sono rimasti uccisi in un’esplosione vicino a Roma.

In questo momento di dolore pensiamo ai nostri compagni, a chi era loro vicino, a chi li conosceva e mandiamo un abbraccio dal Nord.
Non ci sarà nessuna ricetta, nessuna soluzione, nessuna cura facile e noi non le vogliamo. Vogliamo che questo mondo smetta di girare e di pretendere che la sua miseria, chiamata normalità, sia accettabile. Così come era inaccettabile per i nostri compagni vivere in pace con un mondo pieno di guerre e oppressione. Le cicatrici che questo momento lascerà, rimarranno. Facciamo in modo che i momenti di bellezza e di gioia che abbiamo condiviso fianco a fianco nelle nostre lotte non cadano nell’oblio. Cerchiamo di concepire la nostra esistenza, in quanto anarchici, come una forma di vendetta sovversiva contro questo mondo. Con tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad attaccare ancora e ancora lungo il nostro cammino: solidarietà, amore, mutuo appoggio e violenza rivoluzionaria.

Per Sara e Sandrone,
per l’anarchia!

Anarchici e anarchiche dal Nord

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/poster-for-sara-and-sandro-germany-anarchist-innen-aus-dem-norden/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/manifesto-in-lingua-inglese-per-sara-e-sandro-anarchici-e-anarchiche-dal-nord/]


Onoriamo Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano, militanti anarchic* cadut*
combattendo, a Roma il 20 marzo.

Sara e Sandro sono caduti durante la preparazione di un’azione armata. Al di là di aspetti contingenti, il senso del loro sacrificio sta tutto nella determinazione rivoluzionaria, nella generosità umana, nella coerenza militante, di cui hanno dato prova nel loro percorso di vita.
Eanche con queste qualità essenziali che si potranno trasformare le resistenze in un nuovo processo rivoluzionario. Sara e Sandro avevano chiaro che solo sul piano dello scontro aperto si possono sviluppare coscienza di classe, determinazione e forze necessarie ad un processo rivoluzionario. In una società come la nostra, in cui ancora prevalgono il compromesso sociale, la disgregazione e la subalternità, é nei percorsi concreti di rottura, nella coerenza fra progettualità e prassi, e nella corrispondente crescita militante, che si puoincidere, che si possono aprire delle brecce e aprire delle prospettive. Stato e capitale hanno gettato la maschera democratica. Guerre, devastazione e saccheggio, genocidio, sfacciatamente perpetrati, ci riportano alla loro essenza costitutiva, al loro funzionamento economico stesso, sin dalle loro origini.
I fronti di resistenza nel mondo sono il nostro riferimento, sono i nostri punti di forza, attorno cui unirsi, e da cui imparare. Sara e Sandro sono caduti cercando appunto di concretizzare questa solidarietà, questa prospettiva, e con la stessa generosità con cui tant* combattenti nel mondo offrono la loro vita. E in questo, come nelle migliori epoche rivoluzionarie, e come la drammaticità dell’odierna crisi storica, si puo`fondare un concreto internazionalismo, un futuro rivoluzionario.

Onore a Sara e Sandro e a tutt* coloro che cadono combattendo per la rivoluzione!

Abbattere il capitalismo – costruire la solidarietà!

Soccorso Rosso Internazionale
Zurigo – Conferenza marzo 2026


Valnerina. Sant’Anatolia. Casa.


In ricordo di Sandro e Sara

Noi siamo responsabili, tutti, del nostro sogno di scalata al cielo. Non possiamo adesso trasformarci in nani quando abbiamo sognato, gomito a gomito, sentendo ognuno battere il cuore dell’altro, di attaccare e sconfiggere gli dei.E’ questo sogno che fa paura al potere”.
La lotta per la liberazione dai gangli dell’autorità, della diseguaglianza, dell’oppressione è una lotta lunga, una lotta di donne e di uomini che in nome della libertà mettono in gioco la propria stessa esistenza.
Fuori da ogni retorica, è nell’azione che si esprime e si sostanzia la forza rivoluzionaria.
E’ nella sommatoria delle scelte individuali di rottura che si manifesta il senso più profondo della lotta.
Mentre due compagni morivano, si compattava la propaganda di regime che agitava lo spettro del terrorismo, invocando nuove strette repressive in salsa bipartisan.
Quegli stessi partiti che fino a poche ore prima si accusavano vicendevolmente di tradimento dei valori della costituzione e di attacco alle libertà collettive, ora si riconoscono parimenti alfieri della democrazia contro il pericolo anarchico.
Mentre la società collassa sull’orlo del conflitto globale, radendo al suolo interi territori nel nome del progresso, la classe dominante individua nella lottà per la libertà il terrore da combattere.
Due compagni sono morti, due compagni che hanno dato la vita facendosi beffe dei valori che il potere vorrebbe inculcarci fin dalla nascita rendendoci schiavi della logica del profitto e della sopraffazione.
Dalle macerie di questa putrida società sorgeranno nuovi afflati libertari, dalla stretta repressiva nuove mani si rinsalderanno per spezzare le catene.
Rendiamo onore a chi ha combattuto con il sorriso beffardo di chi non si piega.
Piangiamo, le nostre sono lacrime di dolore perché con Sandro e Sara perdiamo due compagni di valore; ma siamo consapevoli che l’esempio delle loro vite interrotte non sarà vano e contribuirà alla realizzazione di nuove istanze di libertà.
Il regno del Capitale è il regno della morte, del nostro annullamento d’individui, di donne e uomini liberi.
La morte stessa è un’illusione, nella gioia della rivoluzione noi la sconfiggiamo ed esaltiamo la vita.
Sandro e Sara, per sempre nel cuore di chi lotta.

Due compagni


Per Sandro e Sara, per tuttx noi

Come comunità di lotta siamo pesantemente colpiti dalla morte di Sandro e Sara.
Abbiamo perso un compagno e una compagna che moltx di noi hanno conosciuto nelle occupazioni, nelle assemblee e quando c’era da starci.

Chiediamo a chi ci conosce di ascoltarci un momento e di abbandonare i giornali che pur di coprire la guerra globale, il genocidio in Palestina, gli affari di stato e mafia e la povertà dilagante sbattono noi compagnx come mostri in prima pagina.
Chi campa di bagni di sangue magna e dorme tranquillo e questo non ci dà pace.

Gli anarchici e le anarchiche amano la libertà e vivono per non lasciare solx chi è oppressx: questo costa fatica, responsabilità, dolore, la vita e la libertà stessa.

Ci stringiamo a tuttx i/le compagnx, agli affetti più intimi di Sandro e Sara e a chi deve fare i conti con il dolore mentre è privatx della libertà.

L38Squat per una vita libera insieme


Ciao Sara e Sandrone

Apprendiamo con dolore della scomparsa, questa notte, di Sara e Sandrone.
Non sappiamo cosa sia successo realmente, né possiamo fidarci delle veline delle questure. Quelle questure che parlano di “gruppo Cospito”, a cui rispondiamo con le stesse parole di Sara nelle sue dichiarazioni a processo, “La responsabilità individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li dò: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare.”
Fatevene una ragione cari inquirenti, gli anarchici non hanno capi o generali!
Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo.
Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi,
sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria.
Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema.
Ci affligge non poterli più incontrare nelle nostre strade, ma sappiamo che li avremo sempre al nostro fianco, a prescindere da come ora lo stato li voglia fare apparire.

Viva l’anarchia!
Viva la lotta!
Con Sara e Sandrone nel cuore!

Centro di documentazione anarchico l’Arrotino
Individualità anarchiche
Antiautoritari di Valtellina


Più forti della morte

C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)

La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.

Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.

Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.

Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici.

Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la modestia, la dolcezza, la dignità.

Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore.

21 marzo 2026

Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza

[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/ | Ripubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/piu-forti-della-morte/]