Rivendicazione dell’attacco contro gli uffici della ANEK Lines, compagnia di navigazione operante nel settore del trasporto passeggeri via mare (Heraklion, Creta, Grecia, 10 febbraio 2026)
I tragici eventi avvenuti nello stabilimento “Violanta” a Trikala e al largo di Chio sono, nel modo più crudele, la prova dello spietato sfruttamento capitalistico da parte dei padroni e della politica omicida e razzista dello Stato greco alle frontiere.
Negli ultimi anni, lo Stato greco e i capitalisti greci hanno perseguito una politica di attacco frontale alle classi proletarie del Paese, con conseguenze criminali e letali. Alcuni di questi eventi hanno sconvolto la popolazione e lasciato un segno profondo nella sua coscienza.
– Le cinque operaie sono state uccise nello stabilimento Violanta a seguito di una fuga di gas durata mesi e dell’esplosione avvenuta durante il turno di notte. Questo omicidio da parte del padrone riassume e mette in evidenza la situazione che lo Stato e i padroni hanno creato nei luoghi di lavoro. Le misure di prevenzione sono state ignorate per ridurre i costi e aumentare i profitti. Le segnalazioni dei lavoratori sull’odore che aleggiava nell’area e gli interventi sulle condizioni di lavoro effettuati dal Centro di Ispezione del Lavoro di Trikala sono stati ignorati. Nea Dimokratia, con l’approvazione di disegni di legge anti-lavoratori come quello recente sulle 13 ore, arma i padroni che, letteralmente e metaforicamente, giustiziano i lavoratori nei luoghi di lavoro. * Al momento della stesura di questo testo, il “signor Violanta” Konstantinos Tziortziotis ha reso una deposizione di routine e continua a circolare libero, con le mani macchiate del sangue delle cinque lavoratrici.
– Il disastro ferroviario di Tempi, con lo scontro tra i treni e la morte di 57 persone, rappresenta ancora oggi una ferita aperta per la società greca, mettendo a nudo lo Stato e il capitale che, sull’altare del profitto, si disinteressano della sicurezza dei trasporti con conseguenze letali. La questione della giustizia rimane ancora oggi al centro del dibattito pubblico. Questo perché i responsabili politici competenti (ministri e governo Nea Dimokratia) e la società a cui lo Stato ha svenduto le ferrovie, Hellenic Train, rimangono impuniti dalla giustizia borghese. Questo dimostra ormai anche ai più ingenui la sua natura di classe e la sua posizione nel sistema politico e sociale del Paese.
– Il 5 settembre 2023, nel porto del Pireo, Antonis Kargiotis è stato ucciso dall’equipaggio della nave della ANEK Lines mentre cercava di salire a bordo. In particolare, come è stato successivamente dimostrato, il trentaseienne, nel tentativo di imbarcarsi, è stato respinto con la forza dal primo ufficiale della nave e da un sottufficiale dell’equipaggio, che agivano di concerto con il comandante e l’ufficiale di coperta. Con il tragico risultato che Antonis Kargiotis è caduto in mare annegando tra le acque mosse della prua della nave. Il modo in cui è stato ucciso Antonis ha dimostrato a tutta la Grecia che, per il capitale e i suoi profitti, tutti noi siamo sacrificabili e superflui. Eppure, nello stesso momento in cui la compagnia ANEK Lines (appartenente all’Attica Group) uccide a sangue freddo un uomo che sta per imbarcarsi sulla sua nave, continua ad arricchirsi tutto l’anno grazie ai trasporti sempre più costosi imposti d’intesa con il governo, riceve sovvenzioni ed esenzioni fiscali da quest’ultimo, presenta condizioni di lavoro disumane nei propri locali, con numerosi incidenti sul lavoro e omicidi, come nel caso recente del marinaio ventenne addetto alla pulizia delle macchine, rimasto intrappolato e ucciso dalla porta stagna della nave. È noto, inoltre, il ruolo della compagnia nel trasporto di migranti e rifugiati in condizioni disumane all’interno delle proprie navi. Per concludere, è importante aggiungere un’altra cosa riguardo al tragico evento del 5 settembre del ’23, contrastando le mistificazioni del governo e le menzogne diffuse dai media. Gli assassini di Antonis Kargiotis non erano membri del personale ausiliario né nuovi assunti, ma alti funzionari la cui posizione e il cui ruolo richiedevano di eseguire le politiche omicide dell’azienda. Politiche antisociali e di classe ostili alla base sociale, finalizzate esclusivamente all’aumento dei profitti del gruppo Attica Group.
Per tutti questi motivi, noi non dimentichiamo e abbiamo deciso di attaccare e devastare gli uffici della ANEK Lines nel centro di Heraklion nelle prime ore di martedì 10 febbraio.
Dedichiamo questa azione ad Antonis, ma anche a tutte quelle persone che vengono schiacciate e uccise dalle maglie dello sfruttamento capitalistico.
SCONTRO CON LO STATO E I PADRONI
NON ABITUIAMOCI A MORIRE SULL’ALTARE DEI PROFITTI DEI PADRONI
28/02 TUTTI IN PIAZZA
Anarchici e anarchiche
[Pubblicato in greco in https://athens.indymedia.org/post/1639722/ | Tradotto in italiano in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/rivendicazione-dellattacco-contro-gli-uffici-della-anek-lines-compagnia-di-navigazione-operante-nel-settore-del-trasporto-passeggeri-via-mare-heraklion-creta-grecia-10-febbraio-2026/]
