Alle bombe della Nato non ci siamo abituati: sulla presenza della sedicente Alleanza Antiautoritaria a Perugia (Circolo Anarchico “La Faglia”, 13 aprile 2026)

Alle bombe della Nato non ci siamo abituati: sulla presenza della sedicente Alleanza Antiautoritaria a Perugia (Circolo Anarchico “La Faglia”, 13 aprile 2026)

Alle bombe della Nato non ci siamo abituati: sulla presenza della sedicente Alleanza Antiautoritaria a Perugia

Il tour italiano di propaganda bellica continua. Fra contestazioni e revoche ripetute dell’uso di spazi per le loro presentazioni in lungo e in largo per l’Italia, mercoledì 15 aprile il gruppo di militaristi composto dalla cosiddetta Alleanza Antiautoritaria, da esponenti dei tristemente noti Solidarity Collectives e dal regista Nico Dix, fa ora una tappa fuori programma in Umbria, precisamente a Perugia, più precisamente ancora al Festival Internazionale del Giornalismo, per proporre il documentario “Anti-Authoritarian at war”, antiautoritari in guerra, che, citiamo, «racconta la partecipazione di militanti anarchici e antiautoritari alla resistenza in Ucraina dopo l’invasione russa». Si sono dati dunque appuntamento alle 20:30 al Cinema Méliès in via della Viola n°1. Certo, desta ilarità che un gruppo di sedicenti anarchici aderisca attivamente a un’iniziativa istituzionale come quella del capoluogo umbro (dove solo quest’anno figurano personaggi come Mario Calabresi e dibattiti sull’AI). Immaginatevi se allo stesso festival fosse intervenuto un militante di Hamas lo scandalo che ci sarebbe stato: evidentemente la “resistenza” che piace ai giornalisti in festival è quella di chi combatte per la NATO, certo non la lotta armata contro il moderno colonialismo di cui i nostri governi (compreso quello ucraino, scandalosamente filo sionista) sono tutti complici.

Dicevamo dunque, ilarità, sì. Ahinoi, però, non ci viene da ridere pensando ai reclutatori ucraini che inseguono e rapiscono uomini da mandare al fronte, non ci viene da ridere a sentire chi si professa anarchico e ciancia di «combattenti e volontari che hanno scelto di organizzarsi in modo autonomo e solidale» quando parla di uomini e donne attivamente schierati e volontariamente inquadrati in un esercito statale in una guerra fra blocchi imperialisti, e non ci viene da ridere a sentire questi venditori di fumo spacciare l’intruppamento e la coscrizione di milioni di persone mandate a morire in guerra, come resistenza popolare. Siamo disfattisti, non pacifisti. Siamo convinti che le armi debbano essere usate contro i propri superiori, non contro gli oppressi che indossano un’altra uniforme né contro le schiene di chi è costretto al fronte di una guerra che non ha scelto. Non ci lasciamo ingannare dai giri di parole di questi subdoli prestigiatori che tentano di occultare il loro amor di patria e il loro sostegno all’esercito nazionale al fianco della NATO, camuffandoli da umanitarismo. Non ci facciamo zittire da chi ci dice che non possiamo esprimerci su ciò che accade nel mondo e sugli orrori di un certo antagonismo e della sua strategia di guerra, perché non siamo – ancora – sotto le bombe. Non ci presteremo alle logiche semplicistiche che vogliono farci passare per complici dell’odioso regime di Putin solo perché rifiutiamo l’altrettanto odioso regime ucraino e il blocco della NATO.

Continueremo imperterriti a rifiutare ogni schieramento militare, sostenendo un internazionalismo autentico, sempre dalla parte degli oppressi del mondo, contro ogni Stato, a cominciare dai padroni e dagli oppressori di casa nostra. Sempre dalla parte di chi diserta e di chi impugna le armi contro quanti pretendono di arruolarlo per combattere una guerra che non è sua.

Mentre non si sono ancora asciugate le lacrime per la morte di Sara e di Sandro, non possiamo non pensare all’esempio luminoso di chi la guerra la combatte contro il proprio Stato e la propria borghesia.

Un pensiero per Alfredo Cospito, che resiste da quattro anni in 41 bis per non aver mai abbassato la testa.

Affermiamo chiaramente che l’anarchismo non ha nulla a che vedere con i deliri bellicisti di certi individui. La nostra storia sarà sempre incompatibile con le vostre kermesse.

Alle bombe della NATO vi siete abituati, con quelle degli anarchici fate gli indignati!

Fuori la propaganda bellica dall’Umbria!

L’unica guerra che va combattuta è la guerra sociale!

Circolo Anarchico “La Faglia”
13 aprile 2026

PDF: Alle bombe della Nato non ci siamo abituati: sulla presenza della sedicente Alleanza Antiautoritaria a Perugia

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/alle-bombe-della-nato-non-ci-siamo-abituati-sulla-presenza-della-sedicente-alleanza-antiautoritaria-a-perugia-circolo-anarchico-la-faglia-13-aprile-2026/]