Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta (Atene, Grecia, 31 marzo 2026)

Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta (Atene, Grecia, 31 marzo 2026)

All’alba del 31 marzo abbiamo piazzato un ordigno incendiario su un furgone della società Violanta in via Baknana, nel quartiere di Neos Kosmos, come minima risposta agli omicidi delle cinque operaie nella fabbrica della Violanta.
La morte delle cinque operaie e il ferimento di altri sette lavoratori, a seguito della violenta esplosione avvenuta nello stabilimento della Violanta a Trikala il 26 gennaio, si aggiunge all’enorme mosaico di omicidi padronali perpetrati dallo Stato e dal capitale. Agapi Bounova, Vasiliki Skampardoni, Elena Katsarou, Stavroula Boukouvala, Anastasia Nasiou sono state assassinate. I loro nomi devono rimanere vivi nella memoria di tutti, in quanto donne della nostra classe che sono state uccise.
L’assenza delle misure di sicurezza necessarie, gli orari di lavoro estenuanti e le condizioni di lavoro disumane non sono casi isolati, ma rappresentano la realtà che i padroni consapevolmente mantengono. Ogni volta, con l’aiuto dei portavoce dello Stato, si negano le responsabilità attribuendo definizioni come “errore umano” o “incidente sfortunato” per nascondere la vera natura degli eventi. Questi sono omicidi sul lavoro e i padroni devono essere trattati come assassini. Non devono ricevere il sostegno dei lavoratori, come abbiamo dovuto con dispiacere e rabbia constatare da parte di un gruppo di lavoratori che si è radunato fuori dai tribunali. La vita umana viene sminuita e diventa sacrificabile sull’altare del profitto e degli interessi aziendali. Il tentativo di riabilitare Tziortziotis, proprietario della Violanta, è iniziato fin dal primo momento. Tuttavia, ha raggiunto il culmine appena due mesi dopo l’omicidio delle lavoratrici, quando la Violanta ha partecipato indisturbata a una delle più grandi fiere alimentari in Grecia, la FOOD EXPO, dove ha venduto e pubblicizzato i suoi prodotti macchiati di sangue.
Proprio mentre lo Stato scagiona ogni padrone assassino, insabbia i propri omicidi e uno scandalo dopo l’altro viene alla luce, l’apparato repressivo mostra i denti. Criminalizza le relazioni di solidarietà, imprigiona e sfoga la sua vendetta contro chi sceglie di opporsi attivamente alla violenza del potere con ogni mezzo, etichettandolo come terrorista.
Per noi, però, il terrorismo è la violenza che viviamo ogni giorno. La realtà dello sfruttamento, della miseria, della schiavitù salariale, del patriarcato, del razzismo, delle frontiere e delle carceri. I veri terroristi, però, sono lo Stato e il capitale. Sono loro a uccidere i migranti nell’Egeo, a rinchiuderli nei centri di detenzione e a relegarli ai margini della società. Sono loro i responsabili dell’enorme lista di omicidi di lavoratori. Sono loro che si arricchiscono grazie all’industria bellica e partecipano al genocidio della Palestina. Sono loro a condurre la popolazione verso una povertà sempre più grave. Infine, sull’altare del superprofitto, saccheggiano e distruggono la natura.
Con questa azione intendiamo, in una certa misura, restituire la violenza dei potenti che affrontiamo quotidianamente, ponendo in primo piano il principio della controviolenza come mezzo necessario per la rottura con l’esistente, ma anche come minimo segno di solidarietà verso i compagni anarchici in carcere per il caso Ampelokipoi.
La difesa della memoria rivoluzionaria dei compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale, del guerrigliero anarchico Kyriakos Xymitiris, morto in circostanze analoghe, e di tutto ciò per cui hanno lottato fino alla fine è fondamentale. Dobbiamo mantenere vivi i principi rivoluzionari dei nostri compagni, perché solo così potremo mantenere viva la loro memoria. Il loro sguardo ardente ci accompagna in ogni momento di azione diretta.

Sara e Sandro, vivrete per sempre nei nostri cuori; ci ritroveremo insieme sulle strade infuocate.

Kyriakos Xymitiris, uno di noi, nostro compagno per sempre sulle strade infuocate.

Non dimentichiamo la memoria di Snizana Paraskevaidou, caduta in azione durante un attacco a un obiettivo capitalista, la Banca Nazionale, a Salonicco.

Libertà per i compagni in carcere per il caso Ampelokipoi.

Αναρχικός Πυρήνας “Φαντασία Αισιοδοξία Ρίσκο” [Gruppo Anarchico “Fantasia, Ottimismo, Rischio”]

[Pubblicato in greco in https://athens.indymedia.org/post/1640597/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/14/rivendicazione-dellattacco-incendiario-contro-un-veicolo-dellazienda-violanta-atene-grecia-31-marzo-2026/]