Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’impianto di produzione asfalto della società Vinci/Eurovia (Schönerlinde/Wandlitz, Germania, 11 marzo 2026)

Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’impianto di produzione asfalto della società Vinci/Eurovia (Schönerlinde/Wandlitz, Germania, 11 marzo 2026)

L’impianto di produzione di asfalto di VINCI/EUROVIA brucia – per una Primavera Nera, per i prigionieri del caso Ampelokipoi

Un’economia circolare fatta di morte e distruzione.
Di fronte alla crisi climatica, all’estrattivismo devastante e alle aggressioni imperialiste, un impianto di miscelazione dell’asfalto in fiamme di una delle più grandi imprese di costruzioni e infrastrutture al mondo parla già da sé. Tuttavia, vorremmo spendere qualche parola sulle nostre motivazioni e sull’azienda in questione. VINCI/EUROVIA non è solo un produttore di asfalto e cemento, ma molto di più. L’azienda rappresenta tutto ciò che disprezziamo e che rende questo mondo un luogo pieno di oppressione, sofferenza e miseria: autostrade, aeroporti, dighe, centri di detenzione per l’espulsione, impianti nucleari, armamenti, oleodotti e gasdotti, attività minerarie e molto altro ancora.
Chiunque sia interessato all’argomento sa che la biosfera sta soffocando sotto il peso opprimente della civilizzazione. In un futuro ormai prossimo, molte regioni del pianeta diventeranno inabitabili a causa del nostro stile di vita e del nostro modello economico imperialista. Le lotte per la ridistribuzione degli spazi vitali e delle risorse, con una portata senza precedenti, sembrano inevitabili. L’attuale escalation dei conflitti militari e la guerra spietata contro i migranti nelle strade delle metropoli statunitensi o ai confini esterni dell’UE sono già cupi presagi di ciò che ci attende. Non siamo più a cinque minuti dalla mezzanotte. Il sistema mondiale tardo-capitalista si trova nel bel mezzo di un profondo processo di ristrutturazione. La guerra sta diventando la nuova normalità e la natura, ormai ridotta ai minimi termini, è considerata solo una fonte di materie prime da saccheggiare prima che lo facciano altri.
Società come VINCI traggono pieno vantaggio da questi sviluppi. L’azienda garantisce il futuro delle energie fossili costruendo reattori nucleari, oleodotti e terminali per il gas (come quello di Brunsbüttel), e al contempo trae profitto dall’illusione dell’energia verde, realizzando enormi parchi eolici e centrali idroelettriche. Con una rete autostradale e stradale di diverse migliaia di chilometri e oltre 70 aeroporti in 14 paesi diversi, costruiti e gestiti da VINCI, l’azienda è anche un pilastro fondamentale dell’infrastruttura globale dei trasporti. In questo modo, alimenta metro dopo metro, un sistema parassitario che conosce una sola direzione: quella che porta dritto al collasso ecologico. L’accaparramento delle terre, le guerre e i genocidi sono indissolubilmente intrecciati con il sistema capitalistico e ne hanno reso possibile il trionfo. Il nostro “benessere” e il dominio occidentale sono senza dubbio il prodotto di questa storia (coloniale) mortale.
Nella lotta internazionale per il potere, l’influenza e le risorse, l’Occidente si trova però sempre più spesso a dover confrontarsi con altri attori. Ciò si traduce in un inutile spargimento di sangue, mentre nei piani alti dell’industria degli armamenti regna un’allegra euforia. «Rearm Europe» è lo slogan lanciato da Bruxelles per affermarsi in questa situazione convulsa e VINCI è fortemente implicata anche in questo ambito di riarmo e militarizzazione. Recentemente, il gruppo ha acquisito la società Wärtsilä SAM Electronics, che gestisce diversi cantieri navali della marina tedesca e fornisce servizi infrastrutturali a decine di impianti dell’esercito britannico. Le guerre e la distruzione dell’ambiente, che hanno sempre accompagnato l’espansione dello sfruttamento capitalistico, costringono sempre più persone ad abbandonare la propria terra. Mai come oggi si sono contate così tante persone in fuga nel mondo. Le masse “superflue” provenienti dal Sud globale vengono tuttavia combattute con tutta la durezza possibile e le loro rotte di fuga si sono trasformate da tempo in fosse comuni con innumerevoli morti.
Nonostante ciò, l’azienda ama parlare di “responsabilità” e “sostenibilità” e, alla luce delle vaste manovre di VINCI, anche la tanto decantata economia circolare assume un significato completamente nuovo, con un retrogusto estremamente amaro. La loro arroganza e ipocrisia sono intollerabili. Non possiamo e non vogliamo più restare inerti di fronte al loro commercio di morte. Per questo, nella notte dell’11 marzo, esattamente 15 anni dopo il disastro nucleare di Fukushima, abbiamo danneggiato in modo significativo e temporaneamente messo fuori uso l’impianto di miscelazione dell’asfalto della VINCI/EUROVIA, che specula sul nucleare, a Schönerlinde/Wandlitz. A tale scopo, abbiamo piazzato una buona mezza dozzina di ordigni incendiari in vari punti dei nastri trasportatori e sui cavi elettrici dei motori.
Questi fuochi pirotecnici nel cielo notturno della regione del Brandeburgo vogliono però anche essere un segno di solidarietà e complicità internazionale. In particolare, rivolgiamo i nostri saluti rivoluzionari alle prigioniere greche Marianna M. e Dimitra Z., nonché a tutti gli altri detenuti del caso Ampelokipoi che, a breve, dovranno affrontare il processo. Amore e forza! Non va dimenticato che VINCI, con oltre 500 km di autostrade, è uno dei principali gestori autostradali della Grecia ed è coinvolta anche in altri sporchi affari e in attività di distruzione ambientale nel Paese. (Maggiori informazioni qui: switch off the Mitsotakis regime! [DE])
Poiché non vediamo l’ora che arrivi la primavera e con i primi raggi di sole rifiorisce anche la nostra voglia di agire, interpretiamo questo attacco anche come un’eco alla chiamata lanciata dalla Francia: “Più caldo del nucleare, per una primavera nera nel 2026[DE]. Con il sostegno attivo di VINCI, la “Grande Nation” sta attualmente costruendo una discarica per le scorie radioattive della sua fonte di energia preferita. A ostacolare questa impresa, però, ci sono l’area occupata di La Gare e la variegata comunità in lotta. Per questo motivo, la vecchia stazione ferroviaria deve ora essere sgomberata. Noi la pensiamo diversamente e per questo motivo ci impegniamo a fare in modo che “gli ingranaggi rallentino un po'” e speriamo che i nostri segnali di solidarietà siano visibili all’orizzonte.

Più caldo del nucleare – Per una primavera nera!

Contro ogni guerra: in Iran, Palestina, Congo, Sudan, Myanmar, Ucraina…

Nessuno è libero finché tutti non lo sono!

Fuoco alle prigioni!

In memoria di Kyriakos Xymitiris: i cuori rivoluzionari ardono per sempre!

E se alcuni non sono mai tornati, continuano a vivere in ogni nostro respiro di libertà. E se alcuni sono morti in battaglia, ci sono comunque al nostro fianco in ogni nostra azione. E se alcuni se ne sono andati prematuramente, ci precedono e ci spianano la strada. […] La memoria sovversiva è benzina per il nostro fuoco, inchiostro per i nostri testi, slogan per le nostre manifestazioni e sassi nelle nostre tasche. Essa dà un senso alla loro morte e chiama alla prossima lotta. Ancora e ancora…

Dimitra e Marianna,
Carcere femminile di Korydallos

P.S.: Dobrindt [ndt. Alexander Dobrindt, attuale ministro dell’Interno tedesco] è un idiota e probabilmente non capirà mai che ci sono valori che non si possono comprare. La nostra risposta alla sua caccia alle streghe è semplice: un milione di taglia sulle nostre teste = un milione di danni. La notte è nostra! Per più vulcani sputafuoco!

[ndt. I media di regime riferiscono di un danno nell’ordine di milioni di euro a seguito dell’azione incendiaria contro l’impianto di produzione di asfalto a Schönerlinde/Wandlitz]

[Pubblicato in tedesco e in inglese in https://de.indymedia.org/node/716154 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/16/rivendicazione-dellattacco-incendiario-contro-limpianto-di-produzione-asfalto-della-societa-vinci-eurovia-schonerlinde-wandlitz-germania-11-marzo-2026/]