Scintille di pensiero, echi di solidarietà. Messaggi e tracce di memoria per Sara e Sandro, caduti per la libertà [in aggiornamento]
Riportiamo qui i testi, le poesie, i manifesti, le scritte, i messaggi di solidarietà per Sara e Sandro che hanno circolato, che stanno circolando e che continueranno a circolare, per lasciare che la memoria rivoluzionaria dei nostri compagni caduti in azione rimbombi incessantemente. Alcuni di questi scritti, in particolare quelli che ci sono pervenuti via e-mail e quelli più estesi, verranno pubblicati anche in articoli a sé stanti. Questa pagina sarà costantemente aggiornata. I contributi più recenti saranno sempre visualizzati in cima.


Il 31 ottobre 2024, il compagno anarchico Kyriakos Xymitiris ha perso la vita in seguito a un’esplosione avvenuta in un appartamento ad Ampelokipoi, durante la lavorazione di materiali esplosivi. Nell’appartamento si trovava anche la compagna anarchica Marianna M., rimasta gravemente ferita.
In relazione a questo caso, sono stati posti in custodia cautelare la compagna ferita Marianna, la compagna Dimitra Z. e il compagno Dimitris (per aver consegnato e ricevuto le chiavi dell’appartamento), nonché i compagni Nikos Romanos e A.K. (per il ritrovamento di parte delle loro impronte digitali su un sacchetto di plastica).
Il 20 marzo 2026, mentre stavano preparando un’azione armata a Roma, hanno perso la vita il compagno Sandro Mercogliano e la compagna Sara Ardizzone.
I compagni e la compagna che hanno perso la vita, così come la compagna ferita, sono esempi di determinazione e coerenza rivoluzionarie, qualità che negli ultimi anni scarseggiano all’interno del movimento anarchico. La loro scomparsa non deve scoraggiare chi si considera parte delle forze anarchiche, ma deve spronare a proseguire la lotta con un approccio insurrezionale e una prospettiva rivoluzionaria.
Ai compagni caduti nella lotta non si addicono elogi funebri, ma azioni rivoluzionarie.
UN OMAGGIO ETERNO AI COMPAGNI KYRIAKOS XYMITIRIS, SANDRO MERCOGLIANO E ALLA COMPAGNA SARA ARDIZZONE
SOLIDARIETÀ CON LE PERSONE PERSEGUITE NEL CASO AMPELOKIPOI
ΑΣ Utopia A.D
[Tradotto dal greco: https://athens.indymedia.org/post/1640552/]
Tensioni irrefrenabili
E così viene siete andati, in un casa abbandonata che per una notte ha visto tramare per la libertà, per l’anarchia. La lucida consapevolezza che questo mondo violento, disumano, stragista, non si cambia solo con le parole. Ci avete provato, così come tanti rivoluzionari che anelano ad una demolizione dell’esistente.
Non dimentichiamo chi cade, con la propria tensione irrefrenabile, in un percorso rivoluzionario che abbiamo sempre sostenuto. Sara e Sandrone, camminerete con noi, nelle montagne e nelle lotte.
Camminerete con noi, per l’anarchia.
Anarchici e anarchiche delle Alpi Occidentali
[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/tensioni-irrefrenabili/]
PARA QUIENES INSISTEN EN ARRIESGARLO TODO
Para quienes la represión ni la cárcel lxs apacigua.
Para quienes sabiendo que la realidad opresiva poco o nada cambiará aun así lo arriesgan todo por unos instantes de libertad. Libertad verdadera desde el momento que se decide enfrentar al poder en primera persona.
Para quienes no se acomodan.
Para quienes no se conforman con la crítica que, por muy radical que pueda ser, se queda en las palabras.
Para quienes no esperan que los riesgos los asuman otros, sino que son ellxs lxs que toman las riendas y deciden atacar.
Para quienes no se duermen en los laureles de las acciones ya realizadas.
Para quienes la anarquía es hacer lo que se dice.
Para quienes apuestan y se arrojan a practicar la violencia revolucionaria.
Para quienes vibran con la conspiración y el ataque.
Para quienes, en definitiva, no se domestican y no contemplan la pasividad en sus vidas.
Para quienes insisten obstinadamente en arriesgarlo todo.
Para Sara y Alessandro que llevaron una vida de combate y que la anarquía no lxs olvidará.
Francisco Solar
Cárcel La Gonzalina-Rancagua
Marzo 2026
* * *
PER COLORO CHE CONTINUANO A RISCHIARE TUTTO
Per coloro che non si placano né con la repressione né con la prigione.
Per coloro che, pur sapendo che la realtà oppressiva cambierà poco o nulla, rischiano comunque tutto per qualche istante di libertà. Una libertà autentica, dal momento in cui si decide di affrontare il potere in prima persona.
Per coloro che non si accomodano.
Per coloro che non si accontentano della critica che, per quanto radicale, rimane solo nelle parole.
Per coloro che non aspettano che siano altri ad assumersi i rischi, ma che sono loro stessi a prendere in mano le redini e a decidere di attaccare.
Per coloro che non si adagiano sugli allori delle azioni già compiute.
Per coloro per cui l’anarchia significa fare ciò che si dice.
Per coloro che scommettono e si lanciano nella pratica della violenza rivoluzionaria.
Per coloro che vibrano per la cospirazione e l’attacco.
Per coloro che, in definitiva, non si lasciano addomesticare e non contemplano la passività nelle loro vite.
Per coloro che continuano a rischiare tutto con ostinazione.
Per Sara e Alessandro, che hanno condotto una vita di lotta e che l’anarchia non dimenticherà.
Francisco Solar
Carcere della Gonzalina – Rancagua
Marzo 2026
[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/francisco-solar-para-quienes-insisten-en-arriesgarlo-todo/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/05/francisco-solar-per-coloro-che-continuano-a-rischiare-tutto/]
Per i nostri compagni e le nostre compagne caduti nella difesa della vita
Per i combattenti, disposti a fare ciò che era necessario. Per i compagni e le compagne che hanno deciso di prendere in mano la propria vita. Per i rivoluzionari che non si accontentavano di nulla di meno del tutto. E per coloro che, come te e me, erano bambini. Per te, Kyriakos. Per voi, Sara e Sandro. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per difendere la vita. Il 19 marzo 2026, i compagni anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano sono stati trovati morti a seguito del crollo di un casolare a Roma. I media hanno parlato di una presunta esplosione di un ordigno. Anche se le circostanze esatte sono ancora sconosciute, per noi è chiaro: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo (https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/). Questa notizia ci giunge poco prima dell’inizio del processo per il caso Ampelokipoi, che vede imputate le nostre compagne anarchiche Marianna Manoura e Dimitra Zarafeta, insieme ad altri tre imputati. Marianna è rimasta gravemente ferita nell’esplosione di un ordigno avvenuta il 31 ottobre 2024 ad Atene e da allora è detenuta nel carcere femminile di Korydallos. La stessa esplosione ha ucciso il nostro compagno Kyriakos Xymitiris. Ricordiamo con dolore i primi giorni dopo la sua morte: il vuoto, il dolore, la rabbia. Abbiamo cercato di afferrare l’incomprensibile, di comprendere la definitività di un singolo gesto. Abbiamo affrontato la realtà in cui viviamo solo insieme. Abbiamo pianto e gridato insieme. Ci siamo seduti in silenzio. Abbiamo discusso, pianificato e agito insieme. Abbiamo deciso di considerare la difesa della memoria rivoluzionaria come nostra responsabilità e come logica conseguenza della nostra lotta comune. Agli amici, ai compagni e alle famiglie di Sara e Sandro: sentiamo il vostro dolore, condividiamo la vostra rabbia e siamo al vostro fianco per difendere la memoria dei nostri compagni caduti. Vi auguriamo tutta la forza, l’amore e la tenerezza di cui avete bisogno per mantenere viva la fiamma della nostra lotta comune. Vi auguriamo momenti di pace per piangere e elaborare il lutto insieme. Lottiamo con voi per momenti di rivolta in cui trasformiamo la nostra rabbia nel fuoco che mantiene viva la memoria dei nostri compagni. I cuori rivoluzionari ardono per sempre! Da Roma ad Atene a Berlino: abbiamo ragione, vinceremo! Sara Ardizzone – Sempre presente! Alessandro Mercogliano – Sempre presente! Kyriakos Xymitiris – Sempre presente!
R94
[Tradotto dal tedesco: https://de.indymedia.org/node/724573]





Con Sara e Sandrone, a testa alta. Sull’iniziativa a Roma il 29 marzo 2026
Raccogliamo e pubblichiamo alcuni brevi testi e immagini sull’iniziativa di domenica 29 marzo a Roma in ricordo dei compagni anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Nonostante il tentativo di bloccare l’appuntamento mattutino, nel corso del primo pomeriggio si è tenuto un corteo partito dal Quarticciolo (e partecipato da più di 100 persone). I fermati della mattina (almeno 91, per i quali oltre all’antisommossa è stata impiegata anche la cavalleria della polizia) sono stati tradotti nella struttura dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e successivamente tutti rilasciati in serata. La giornata di domenica ha ulteriormente evidenziato come il tentativo delle forze repressive di isolare Sara e Sandro – prima avviando una campagna mass-mediatica diretta (vanamente) a intaccarne l’integrità, poi provando sistematicamente a bloccare i momenti e le iniziative in loro ricordo – non abbia ottenuto l’effetto desiderato. Qualora dovessero pervenire pubblicheremo anche altri testi e immagini sul 29 marzo a Roma.
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Alcuni compagni e compagne che oggi stavano portando dei fiori per ricordare Sara e Sandro sono stati fermati e stanno venendo condotti in questura. Si tratta di circa cinquanta persone. Sara e Sandro, compagni morti in azione, sono e saranno sempre nel nostro cuore.
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Familiari di Sara esprimono la loro solidarietà nei confronti dei fermati di questa mattina per il deposito di fiori nei pressi del casolare dove è avvenuta l’esplosione e il ringraziamento per la successiva manifestazione.
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Esiste una volontà da parte dello Stato e delle istituzioni tutte di isolare Sara e Sandro, di cancellare ed impedirne la loro memoria. Tutto ciò non è possibile, perché Sara e Sandro sono stati compagni coraggiosi, amici fraterni e persone troppo belle per essere dimenticate. Certi signori si sono convinti che chiudere 90 persone per svariate ore dentro l’ufficio immigrazione di via Patini fosse una buona idea, la verità è che in quelle quasi 11 ore di fermo preventivo è stato possibile raccontare a compagne e compagni più giovani il valore dei nostri compagni caduti, passando dal loro coraggio alla loro tenerezza.
Solo gli stolti e gli sciacalli che delegano il loro pensiero a giornali più utili a pulirsi il culo che la coscienza, possono credere che i vani tentativi di reprimere la solidarietà verso i nostri compagni siano stati efficaci.
Che Sara e Sandrone illuminino sempre il nostro cammino verso la libertà.
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Ancora sul 29 marzo a Roma
Domenica mattina, non tutti gli anarchici e i solidali che si sono recati al parco degli Acquedotti di Roma sono stati fermati e portati in via Patini.
Alcuni di noi sono riusciti a smarcarsi dai tentativi di fermo, a dimostrazione che qualunque sia il dispositivo di sicurezza messo in campo, ci sono sempre delle possibilità imprevedibili che permettono di aggirarlo.
Più tardi, dal quartiere Quarticciolo, ci siamo mossi verso l’Alessandrino dando vita ad un rumoroso corteo. I nomi di Sara e Sandrone hanno riecheggiato forte e chiaro nelle vie del quartiere dove abitavano.
Noi anarchici non siamo vittime sacrificali per l’indignazione dei sinceri democratici e nemmeno cavie per esperimenti giuridici: nonostante il numero enorme di persone poste in stato di fermo, siamo stati in grado di attuare ciò che ci eravamo prefissati. Nostro intento era infatti quello di rivendicare pubblicamente e a testa alta la vicinanza di questi nostri compagni, caduti combattendo per la libertà.
Con Sara e Sandrone, affinché nulla sia stato vano.
Le loro voci e i loro volti vivono dentro di noi.
Nessun passo indietro!
Morte allo Stato.
Sempre per l’Anarchia.
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Il primo e il terzo testo sono stati divulgati nei canali informativi del Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”, il secondo in quelli del Circolo Anarchico “La Faglia”, il quarto e ultimo l’abbiamo ricevuto da compagni presenti nel corteo del 29 marzo a Roma
[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/31/con-sara-e-sandrone-a-testa-alta-sulliniziativa-a-roma-il-29-marzo-2026/ | Riproposto in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/02/con-sara-e-sandrone-a-testa-alta-sulliniziativa-a-roma-il-29-marzo-2026/]

Alleghiamo una iniziativa di ricordo di Sara curata e pensata per amici, colleghi, vicini e ovviamente compagni. Contro ogni tentativo di isolamento mediatico, convinti nella profonda coerenza della vita della nostra compagna fino alla morte.
SALUTAVA SEMPRE
Amica, compagna, collega o vicina di casa, Sara era solare, sensibile, ironica, leale e disponibile. Donna di ideali che gridano libertà, con fame di giustizia e con la voglia di lottare per ogni forma di oppressione.
Amici, compagni, colleghi o vicini di casa noi sentiamo il bisogno, e anche la responsabilità, di ricordare Sara nella sua interezza, integrità e coerenza.
Per piangere e per ridere insieme.
Ci vediamo lunedì 6 aprile (Pasquetta) alle 11, ai prati dietro l’Abbazia di Castel San Felice. Porta qualcosa da mangiare e da bere.
NO, NON ERA SOLITARIA
NO, NON AVEVA UNA DOPPIA VITA
NO, NON ERA SCONOSCIUTA!
[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/02/salutava-sempre-pasquetta-in-ricordo-di-sara-castel-san-felice-6-aprile-2026]









Due compagni anarchici, Sara e Sandro, sono morti recentemente a Roma mentre lottavano in questa guerra sociale. Fino all’ultimo istante della loro vita hanno dato prova del loro impegno rivoluzionario. La loro abnegazione ci ispira e il nostro dolore, lungi dall’abbatterci, ci darà la forza di continuare la lotta anarchica per la libertà, contro ogni forma di dominio.
La stampa al servizio dello Stato sta cercando di fomentare un panico morale riguardo all’uso di un ordigno esplosivo da parte dei nostri compagni. Questi scagnozzi dello Stato sostengono la violenza solo quando serve a soddisfare la loro sete di potere e a conquistare nuove risorse materiali e umane da sfruttare.
La determinazione dei nostri compagni sarà un monito per gli oppressori. Essi soggiogano interi popoli e si mantengono al potere con le loro guerre e le loro bombe, uccidendo civili ogni giorno. Finché persisterà questa violenza abietta, gli anarchici di tutto il mondo saranno il granello di sabbia nella loro macchina e la loro impunità non sarà eterna. Che la lama di Caserio, che 132 anni fa uccise il presidente Carnot, che le bombe contro le caserme italiane, russe o indonesiane esplose negli ultimi anni, o il sabotaggio delle loro fabbriche e delle loro case, tormentino le loro notti.
L’anarchismo è indissolubilmente legato alle azioni dirette e alla solidarietà. Sara e Sandro ne erano la prova vivente e in migliaia continueremo a seguire quello stesso percorso.
Più forti della morte.
«Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato.»
«C’è un enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un etica, la seconda nessuna.»
Sara Ardizzone
[Pubblicato in francese in http://rcbwx654n44axrba7q34aqaq2xhsp67aq244xd6ppgwndqfedjjvijad.onion/Tags-a-Saint-Etienne-en-memoire-de-Sara-et-Sandro-7872 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/04/01/plus-forts-que-la-mort-messaggi-murali-per-sara-e-sandro-saint-etienne-francia/]


¡Memoria y combate por lxs compañerxs anarquistas Sara y Alessandro!
El recién pasado 20 de marzo, atravesó desde el otro lado del océano una triste noticia: dos anarquistas han muerto. Preparaban un golpe a la inercia capitalista. Un golpe contra la desesperanza, contra la comodidad de la obediencia que resulta siempre un camino más fácil al de la incertidumbre de la rebelión.
Porque ellxs pudieron elegir una vida de resignación, sin embargo, en aquel rincón del planeta, entre las ruinas de la ciudad y la tensión propia de una acción, la decisión de lxs compañerxs Sara y Alessandro no fue sino la condensación de toda una historia de lucha que entrelaza el pasado y el presente, que confronta la vida y la libertad contra los sistemas de dominación y muerte. Sara y Alessandro eligieron la lucha y la anarquía, nuestro compromiso es no desistir de este camino.
29 de marzo ¡Día delx joven combatiente!: Desde las barricadas reivindicamos a lxs compañerxs que murieron en Roma. Fuerza, amor y solidaridad para sus familias, amigxs y compañerxs.
No al 41-bis
¡Libertad a todxs lxs prisionerxs anarquistas!
Ninguna confusión, ninguna duda, ningún arrepentimiento… ¡Por la anarquía!
* * *
Memoria e lotta per i compagni anarchici Sara e Alessandro!
Lo scorso 20 marzo, dall’altra parte dell’oceano, è giunta una triste notizia: due anarchici sono morti. Stavano preparando un colpo contro l’inerzia capitalista. Un colpo contro la disperazione, contro la comodità dell’obbedienza, che è sempre la strada più facile rispetto all’incertezza della ribellione.
Avrebbero potuto scegliere una vita di rassegnazione, eppure, in quell’angolo del pianeta, tra le rovine della città e la tensione di un’azione, la scelta dei compagni Sara e Alessandro è stata la sintesi di una lunga storia di lotta che intreccia passato e presente, contrapponendo la vita e la libertà ai sistemi di dominio e di morte. Sara e Alessandro hanno scelto la lotta e l’anarchia; il nostro impegno è non desistere da questa strada.
29 marzo, Giornata del giovane combattente: dalle barricate rivendichiamo i compagni caduti a Roma. Forza, amore e solidarietà alle loro famiglie, amici e compagni.
No al 41-bis!
Libertà per tutti i prigionieri anarchici!
Nessuna confusione, nessun dubbio, nessun rimpianto… Per l’anarchia!
[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/31/memoria-y-combate-por-lxs-companerxs-anarquistas-sara-y-alessandro-chile-29-de-marzo-de-2026/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/31/memoria-e-lotta-per-i-compagni-anarchici-sara-e-alessandro-cile-29-marzo-2026/]


[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://disordine.noblogs.org/post/2026/03/26/unidea-di-liberta-per-sara-e-sandro/ | Ripubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/unidea-di-liberta-per-sara-e-sandro-biblioteca-anarchica-disordine/]
Ci uniamo al dolore di compagni, compagne, amici e familiari per la perdita di Sara e Sandrone. Che la loro estrema determinazione sia da esempio per quanti si adoperano per una società senza ingiustizie e sopraffazione, contro la barbarie dell’imperialismo e del colonialismo.
A quanti si indignano per le azioni dirette e a quanti agitano lo spauracchio del terrorismo, rispondiamo che terrorista è lo stato, chi affama, opprime e sfrutta. Terroristi sono coloro che massacrano e distruggono intere popolazioni e costringono all’esodo i sopravvissuti. Le immagini del Libano, di Gaza e di Teheran ce lo ricordano ogni giorno.
Ogni forma concreta di resistenza allo sterminio imperialista, al capitalismo e all’occupazione coloniale è una boccata d’ossigeno e di speranza, rappresenta la brace mai spenta sotto la cenere e le rovine, un lume, una speranza, un grido per affermare che NON tutti siamo complici!
Dalla parte di chi lotta
Sempri a innantis
Anarchici, comunisti e indipendentisti
(Kasteddu – Cagliari)
[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/per-sara-e-sandrone-dalla-sardegna/]
Esiste una volontà da parte dello stato e le istituzioni tutte di isolare Sara e Sandro, di cancellare ed impedirne la loro memoria. Tutto ciò non è possibile, perché Sara e Sandro sono stati compagni coraggiosi, amici fraterni e persone troppo belle per essere dimenticate. Certi signori si sono convinti che chiudere 90 persone per svariate ore dentro l’ufficio immigrazione di via patini fosse una buona idea, la verità è che in quelle quasi 11 ore di fermo preventivo è stato possibile raccontare a compagne e compagni più giovani il valore dei nostri compagni caduti, passando dal loro coraggio alla loro tenerezza.
Solo gli stolti e gli sciacalli che delegano il loro pensiero a giornali più utili a pulirsi il culo che la coscienza, possono credere che i vani tentativi di reprimere la solidarietà verso i nostri compagni siano stati efficaci.
Che Sara e Sandrone illuminino sempre il nostro cammino verso la libertà.

[Dal canale telegram di Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi” – Carrara]

[Dal canale Telegram di Circolo Anarchico Bonometti]


[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]

[Dal canale telegram di Circolo Anarchico “La Faglia” — Foligno]
E a chi non soccombe
si schiudan le tombe
s’apprestin le bombe
s’affili il pugnal
è l’azione l’ideal.
Per ricordare Sara e Sandrone
Sara e Sandrone li ho conosciuti in vari momenti e anni di lotta (Sara ancora prima, quando eravamo studenti medi). Le strade della vita ci hanno “separato” ma quando occorrreva ci si beccava in cortei, assemblee o solo a bere una birretta in qualche baretto scalcinato. Quello che scrivono i pennivendoli della carta stampata non m’interessa. Hanno lasciato un gran vuoto, in questo vuoto rimarà il ricordo del loro essere anarchici e di lottare a testa alta per gli oppressi contro galere, guerre e oppressori. Chiudo con una frase di una sua dichirazione in tribunale “La responsabilità individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li do: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare”.
Viva la Lotta, Viva L’anarchia




[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/manifesto-per-sara-per-sandrone-morti-combattendo-per-la-liberta/]



[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/per-sara-e-sandro-manifesto-e-striscioni/]
Quando le bombe non cadono dal cielo, ma esplodono tra le mani di chi cerca di fermare l’inarrestabile avanzata di un sistema di guerra e sopraffazione, a quanto pare fanno più rumore.
Eppure è un suono che riconosciamo perchè vibra della nostra stessa rabbia verso un presente che si fa sempre più oscuro.
Sara e Sandro sono nostri compagni che hanno perso tragicamente la vita mettendola in gioco contro tutto questo. Prendiamo parola per non lasciare che il significato della loro esistenza venga deformato dalla narrazione del potere.
Pensiamo a loro con amore, come a tutte quelle relazioni sovversive che combattono contro la violenza dello stato e del capitale con le pratiche che da sempre fanno parte del bagaglio anarchico.
Anarchiche e anarchici da Napoli



A Sara
Occhi azzurri
che fendono la notte
capelli biondi
che accendono l’oscurità
idea ed azione
in un unico abbraccio
con rabbia e amore
verso questa società
per la vita che sarà.
Continuerai a camminare
con noi,
il tuo cuore palpiterà
ancora
all’unisono
coi tuoi compagni
passati, presenti e futuri,
oltre le sbarre e le macerie
di questa terra desolata
sterilizzata dagli avidi
privi di memoria
e sentimento.
Ma un giorno
un fiore
sorgerà
tra il fango radioattivo,
una bionda ginestra
di speranza e di lotta
che annuncerà
l’ora
della rivoluzione sociale.
Marina di Carrara, 21/3/2026
Qui il testo: https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/23/a-sara/

[Dal canale telegram di Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi” – Carrara]
Oltre la vita, oltre la morte. Per Sara e Sandro
Oltre la vita, oltre la morte,
una notte che squarcia il cielo,
tremo ancora al pensiero
i loro sguardi
specchi di forza, gioia, fervore,
quanti tormenti condivisi, quante parole,
e ancora ci saranno altre notti
ci saranno ancora grida e sussurri, silenzi e paure,
ma oggi è il tempo delle lacrime
le lacrime di chi porta nel cuore
l’eco di quel coraggio,
il calore di quell’odio misto ad amore,
e domani sarà il tempo della memoria,
in onore di ogni gesto,
nel ricordo di ogni momento
vissuto e sofferto,
infine non resterà che il lampo dell’azione
perché nulla sia stato vano
poiché rimangano ad eterno testimone
due sole parole, ferme, decise, scolpite su un nero sole:
anarchia, rivoluzione.

[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]
Fuoco che non si spegne
Tra muri graffiati di sogni e rabbia
camminavano liberi, senza catene,
due cuori ostinati contro il vento,
due voci che il silenzio non contiene.
Non avevano troni né bandiere,
solo mani sporche di futuro,
e negli occhi una luce testarda
più forte del ferro e del muro.
Ora il tempo li chiama per nome,
ma non li spegne, non li piega:
restano eco nelle strade vuote,
restano fuoco in chi non si arrende.
Perché chi cade per un’idea
non muore davvero, non sparisce:
diventa passo, diventa voce,
diventa lotta che non finisce.
[Dal canale telegram di Sabot Biblioteca Anarchica – via Ostuni 7c Quarticciolo Roma]
Non basta una notte per farci sparire
Occhi celesti,
un oceano di rabbia.
Un corpo minuto che trasuda determinazione e forza.
Un vulcano in eruzione.
“Mi hai tirato una manganellata e non ho sentito niente!”
Una compagna gentile,
sempre attenta agli altri,
di una generosità rara
su questo pianeta.
… mille altre cose
che le mie parole
non possono descrivere.
Raccolta in posizione fetale
vivo questo grande dolore
… piangendo…
lo accolgo dentro di me.
Per superare questo lutto
e raccogliere
anche solo una briciola
del tuo immenso coraggio.
Mi piace ricordati così:
che esci di casa con Dina,
per raccogliere cicoria selvatica.
Perché la sera c’è una cena benefit
per i compagni.
Ciao Sara,
buon viaggio.
Il tuo cuore batte…
in tutte le nostre notti
di fuoco.

[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/non-basta-una-notte-per-farci-sparire/]

To love.
To be loved.
To never forget your own insignificance.
To never get used to the unspeakable violence and the vulgar disparity of life around you.
To seek joy in the saddest places.
To pursue beauty to its lair.
To never simplify what is complicated or complicate what is simple.
To respect strength, never power.
Above all, to watch.
To try and understand.
To never look away.
And never, never, to forget.
Arundhati roy
On March 20, 2026, we received the terrible news that two anarchist comrades, Sara and Sandrone, had been killed in an explosion near Rome.
In this moment of sorrow, we think of our comrades, of those who were close to them, who knew them, and send them a hug from the North.
There will be no recipe, no solution, and no easy cure, and we don’t want one. We want this world to stop turning and to stop pretending that its misery, called normality, is acceptable. Just as it was unacceptable for our comrades to live in peace with this world full of war and oppression. The scars this moment will leave will remain. So let us ensure that the shared moments of beauty and joy that we experienced side by side in our struggles are not forgotten. Let us understand our existence as anarchists as a form of subversive revenge against this world. With everything we need to keep attacking on our path: Solidarity, love, mutual aid and revolutionary violence.
For Sara and Sandrone
For Anarchy
Anarchist *innen aus dem Norden
* * *
Amare. Essere amati.
Non dimenticare mai la propria insignificanza.
Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te.
Cercare la gioia nei posti più tristi.
Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana.
Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai le cose semplici.
Rispettare la forza, mai il potere.
E, soprattutto, guardare.
Cercare di capire.
Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.
Arundhati Roy
Il 20 marzo 2026 abbiamo ricevuto la terribile notizia che due compagni anarchici, Sara e Sandrone, sono rimasti uccisi in un’esplosione vicino a Roma.
In questo momento di dolore pensiamo ai nostri compagni, a chi era loro vicino, a chi li conosceva e mandiamo un abbraccio dal Nord.
Non ci sarà nessuna ricetta, nessuna soluzione, nessuna cura facile e noi non le vogliamo. Vogliamo che questo mondo smetta di girare e di pretendere che la sua miseria, chiamata normalità, sia accettabile. Così come era inaccettabile per i nostri compagni vivere in pace con un mondo pieno di guerre e oppressione. Le cicatrici che questo momento lascerà, rimarranno. Facciamo in modo che i momenti di bellezza e di gioia che abbiamo condiviso fianco a fianco nelle nostre lotte non cadano nell’oblio. Cerchiamo di concepire la nostra esistenza, in quanto anarchici, come una forma di vendetta sovversiva contro questo mondo. Con tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad attaccare ancora e ancora lungo il nostro cammino: solidarietà, amore, mutuo appoggio e violenza rivoluzionaria.
Per Sara e Sandrone,
per l’anarchia!
Anarchici e anarchiche dal Nord
[Ricevuto via e-mail e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/poster-for-sara-and-sandro-germany-anarchist-innen-aus-dem-norden/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/30/manifesto-in-lingua-inglese-per-sara-e-sandro-anarchici-e-anarchiche-dal-nord/]
Onoriamo Sara Ardizzone e Sandro Mercogliano, militanti anarchic* cadut*
combattendo, a Roma il 20 marzo.
Sara e Sandro sono caduti durante la preparazione di un’azione armata. Al di là di aspetti contingenti, il senso del loro sacrificio sta tutto nella determinazione rivoluzionaria, nella generosità umana, nella coerenza militante, di cui hanno dato prova nel loro percorso di vita.
Eanche con queste qualità essenziali che si potranno trasformare le resistenze in un nuovo processo rivoluzionario. Sara e Sandro avevano chiaro che solo sul piano dello scontro aperto si possono sviluppare coscienza di classe, determinazione e forze necessarie ad un processo rivoluzionario. In una società come la nostra, in cui ancora prevalgono il compromesso sociale, la disgregazione e la subalternità, é nei percorsi concreti di rottura, nella coerenza fra progettualità e prassi, e nella corrispondente crescita militante, che si puoincidere, che si possono aprire delle brecce e aprire delle prospettive. Stato e capitale hanno gettato la maschera democratica. Guerre, devastazione e saccheggio, genocidio, sfacciatamente perpetrati, ci riportano alla loro essenza costitutiva, al loro funzionamento economico stesso, sin dalle loro origini.
I fronti di resistenza nel mondo sono il nostro riferimento, sono i nostri punti di forza, attorno cui unirsi, e da cui imparare. Sara e Sandro sono caduti cercando appunto di concretizzare questa solidarietà, questa prospettiva, e con la stessa generosità con cui tant* combattenti nel mondo offrono la loro vita. E in questo, come nelle migliori epoche rivoluzionarie, e come la drammaticità dell’odierna crisi storica, si puo`fondare un concreto internazionalismo, un futuro rivoluzionario.
Onore a Sara e Sandro e a tutt* coloro che cadono combattendo per la rivoluzione!
Abbattere il capitalismo – costruire la solidarietà!
Soccorso Rosso Internazionale
Zurigo – Conferenza marzo 2026



In ricordo di Sandro e Sara
“Noi siamo responsabili, tutti, del nostro sogno di scalata al cielo. Non possiamo adesso trasformarci in nani quando abbiamo sognato, gomito a gomito, sentendo ognuno battere il cuore dell’altro, di attaccare e sconfiggere gli dei.E’ questo sogno che fa paura al potere”.
La lotta per la liberazione dai gangli dell’autorità, della diseguaglianza, dell’oppressione è una lotta lunga, una lotta di donne e di uomini che in nome della libertà mettono in gioco la propria stessa esistenza.
Fuori da ogni retorica, è nell’azione che si esprime e si sostanzia la forza rivoluzionaria.
E’ nella sommatoria delle scelte individuali di rottura che si manifesta il senso più profondo della lotta.
Mentre due compagni morivano, si compattava la propaganda di regime che agitava lo spettro del terrorismo, invocando nuove strette repressive in salsa bipartisan.
Quegli stessi partiti che fino a poche ore prima si accusavano vicendevolmente di tradimento dei valori della costituzione e di attacco alle libertà collettive, ora si riconoscono parimenti alfieri della democrazia contro il pericolo anarchico.
Mentre la società collassa sull’orlo del conflitto globale, radendo al suolo interi territori nel nome del progresso, la classe dominante individua nella lottà per la libertà il terrore da combattere.
Due compagni sono morti, due compagni che hanno dato la vita facendosi beffe dei valori che il potere vorrebbe inculcarci fin dalla nascita rendendoci schiavi della logica del profitto e della sopraffazione.
Dalle macerie di questa putrida società sorgeranno nuovi afflati libertari, dalla stretta repressiva nuove mani si rinsalderanno per spezzare le catene.
Rendiamo onore a chi ha combattuto con il sorriso beffardo di chi non si piega.
Piangiamo, le nostre sono lacrime di dolore perché con Sandro e Sara perdiamo due compagni di valore; ma siamo consapevoli che l’esempio delle loro vite interrotte non sarà vano e contribuirà alla realizzazione di nuove istanze di libertà.
Il regno del Capitale è il regno della morte, del nostro annullamento d’individui, di donne e uomini liberi.
La morte stessa è un’illusione, nella gioia della rivoluzione noi la sconfiggiamo ed esaltiamo la vita.
Sandro e Sara, per sempre nel cuore di chi lotta.
Due compagni
Per Sandro e Sara, per tuttx noi
Come comunità di lotta siamo pesantemente colpiti dalla morte di Sandro e Sara.
Abbiamo perso un compagno e una compagna che moltx di noi hanno conosciuto nelle occupazioni, nelle assemblee e quando c’era da starci.
Chiediamo a chi ci conosce di ascoltarci un momento e di abbandonare i giornali che pur di coprire la guerra globale, il genocidio in Palestina, gli affari di stato e mafia e la povertà dilagante sbattono noi compagnx come mostri in prima pagina.
Chi campa di bagni di sangue magna e dorme tranquillo e questo non ci dà pace.
Gli anarchici e le anarchiche amano la libertà e vivono per non lasciare solx chi è oppressx: questo costa fatica, responsabilità, dolore, la vita e la libertà stessa.
Ci stringiamo a tuttx i/le compagnx, agli affetti più intimi di Sandro e Sara e a chi deve fare i conti con il dolore mentre è privatx della libertà.
L38Squat per una vita libera insieme
Ciao Sara e Sandrone
Apprendiamo con dolore della scomparsa, questa notte, di Sara e Sandrone.
Non sappiamo cosa sia successo realmente, né possiamo fidarci delle veline delle questure. Quelle questure che parlano di “gruppo Cospito”, a cui rispondiamo con le stesse parole di Sara nelle sue dichiarazioni a processo, “La responsabilità individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li dò: né da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa ascoltare.”
Fatevene una ragione cari inquirenti, gli anarchici non hanno capi o generali!
Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo.
Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi,
sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria.
Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere, crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema.
Ci affligge non poterli più incontrare nelle nostre strade, ma sappiamo che li avremo sempre al nostro fianco, a prescindere da come ora lo stato li voglia fare apparire.
Viva l’anarchia!
Viva la lotta!
Con Sara e Sandrone nel cuore!
Centro di documentazione anarchico l’Arrotino
Individualità anarchiche
Antiautoritari di Valtellina
Più forti della morte
C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli oppressori: la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)
La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona. Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio, insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi a rischio.
Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.
Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.
Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le bombe degli anarchici.
Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato, abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca, sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la modestia, la dolcezza, la dignità.
Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni oppressore.
21 marzo 2026
Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza
[Ricevuto via e-mail | Pubblicato in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/ | Ripubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/28/piu-forti-della-morte/]
